Inceneritore e debiti. Tutti i flop del Comune

Amiu nella bufera. Dopo la rinuncia di Guaricci, per l’incarico di presidente del dell’azienda, il sindaco in queste ore sta passando in rassegna altri curricula. Ieri sera, dopo un iniziale tentennamento, l’avvocatessa barese Michelina Leone ha accettato l’incarico di consigliere (in precedenza aveva accettato la nomina anche l’altro consigliere, il commercialista napoletano Giuseppe Terraciano). Ora spetterà a Stefàno nominare il nuovo presidente che, in base ai criteri utilizzati finora dal primo cittadino, potrebbe arrivare da fuori Taranto.

Intanto l’inceneritore finisce sotto accusa. In una nota il consigliere di Forza Italia, Giampaolo Vietri attacca l’amministrazione comunale. «Il risanamento economico-finanziario della società Amiu, di cui si è assunto responsabilità il consiglio comunale con delibera  n. 149/2013 trasferendo all’azienda 20 milioni di euro per ripianare i debiti, è palesemente fallito con il mancato riavvio dell’inceneritore. Infatti, dopo i proclami di ripartenza del termovalorizzatore, la procedura di evidenza pubblica per l’affidamento dell’impianto è andata deserta. Occorre ricordare che tale procedura era stata proposta per non perdere un finanziamento regionale di oltre 4 milioni di euro e quale soluzione per  ridurre il costo di 23.000 mila euro giornalieri di rifiuti conferiti in discarica. Ora, oltre alla mancata realizzazione di tale risparmio, non verranno incassati dall’Amiu neanche i 3 milioni di euro annui che sarebbero stati versati dal gestore privato quale onere di concessione.

Un fallimento totale i cui responsabili sono i partiti della maggioranza al comune i quali, con delibera n. 193/2015, sulla scorta di una consulenza allegata costata migliaia di euro,  hanno approvato l’affidamento ai privati dell’impianto ed avallato la procedura di evidenza pubblica che era in corso da parte dell’Amiu il cui epilogo ha disatteso ogni obbiettivo. Una disfatta amministrativa visto che la stima peritale attribuita all’inceneritore garantisce il patrimonio sociale dell’azienda ed una sua ulteriore inattività non potrà che causarne la svalutazione e l’inevitabile fallimento dell’azienda di igiene urbana. Il revamping dell’inceneritore, infatti, era l’azione strategica più rilevante che giustificava la ricapitalizzazione dell’Amiu avvenuta con un iniezione di milioni di euro di soldi pubblici. Pertanto – conclude Vietri – chiediamo che il sindaco e la maggioranza in consiglio comunale rispondano delle disastrose iniziative intraprese e presentino immediatamente soluzioni concrete per scongiurare una possibile interruzione della continuità aziendale di cui risulterebbero vittime incolpevoli la cittadinanza e le oltre 600 famiglie dei lavoratori dipendenti dell’azienda».

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