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«Ridotto il numero di anziani e disabili che possono accedere a servizi domiciliari e a ciclo diurno»

Confcooperative chiede incontro al Comune di Taranto
Anziani

«Quest’anno L’Avviso Pubblico della Regione per i “Buoni Servizio per l’accesso ai servizi domiciliari e a ciclo diurno per disabili ed anziani” ha introdotto significativi cambiamenti con riferimento ai beneficiari del servizio, andando ad influire sul numero di coloro che possono accedervi. Confcooperative esprime preoccupazione e, per tentare di risolvere il problema, ha chiesto un confronto al Comune di Taranto».

E’ quanto si legge nella nota a firma di Carlo Martello, Segretario Generale Confcooperative Taranto che aggiunge: «Si tratta di “titolo di acquisto” per sostenere la domanda di servizi per disabili e anziani non autosufficienti, consistenti in prestazioni sociosanitarie a regime semi-residenziale e domiciliare ad un “prezzo agevolato”, commisurato alla situazione reddituale. Questi i requisiti richiesti: la residenza in Puglia, lo stato di non autosufficienza; il PAI o la Scheda Sociale di Valutazione in corso di validità; un ISEE ordinario del nucleo familiare non superiore a € 40.000,00 e, per disabili e anziani non autosufficienti, anche un ISEE RISTRETTO non superiore rispettivamente a € 10.000,00 e € 20.000,00.

L’elemento effettivamente discriminante è però rappresentato dall’età rispetto alla tipologia dei servizi richiesti: non rilevante per accedere ai servizi semiresidenziali, per i servizi a carattere domiciliare invece chi ha più di 65 anni vede subordinata la possibilità di presentare domanda alla disponibilità dell’Ambito Territoriale di residenza di fondi rinvenienti dal Piano di Azione e Coesione (PAC) o da risorse proprie. Attualmente gli Ambiti in cui è possibile presentare istanza di accesso ai servizi domiciliari per questa fascia di età sono quelli di Bari, Bitonto, Brindisi, Francavilla Fontana, Gagliano del Capo, Lecce, Manfredonia, Martano, Mesagne, Molfetta, Nardò, Poggiardo, San Severo, Tavoliere Meridionale, Trani. Chiari gli effetti, sugli altri territori, sia in termini di riduzione dei destinatari dei servizi, sia sul piano occupazionale, poiché ciò determinerà un deciso taglio delle unità lavorative impegnate in questi servizi. Ovvio il disagio per gli utenti, soprattutto se si considera che i Buoni Servizio, nati con finalità aggiuntive rispetto all’assistenza pubblica e gratuita, sono spesso l’unica forma di assistenza sopperendo, dunque, alle carenze di risorse dei comuni di residenza. Per questo ancora più importanti.

Altra novità di quest’anno il riferimento alla non autosufficienza nel senso che dall’annualità che partirà il prossimo 1° ottobre, molti anziani, soprattutto quelli parzialmente autosufficienti o coloro che magari non hanno ancora terminato l’iter di riconoscimento della propria non autosufficienza, saranno esclusi dal circuito assistenziale. Riflessi negativi di questo stato di cose potrebbero consistere in un rischio sempre più attuale che anziani bisognosi di questi servizi, invece di contare su professionisti qualificati e quindi garanti di sicurezza, possano rivolgersi ad improvvisati che operano nel mercato nero, ed essere esposti a truffe o raggiri. Criticità che interessano, tra gli altri, anche il territorio di Taranto. Per questo, come Confcooperative, abbiamo chiesto al Comune un incontro al fine di individuare una soluzione utile al superamento della problematica».