x

x

Una lezione per Taranto. Hanno perso loro

Non v’è dubbio che ad uscire sconfitto da questa tornata elettorale nei Comuni sia il gruppo dirigente del Partito Democratico.

Il Pd perde nella roccaforte grottagliese, dove non arriva nemmeno al ballottaggio, ottiene un risultato imbarazzante a Massafra, viene surclassato a Laterza e a Statte da candidati ex Pd costretti a correre al di fuori della bandiera di partito per i veti piovuti sulle loro candidature. Candidati che però hanno ottenuto il gradimento degli elettori, a differenza di quelli imposti dalla segreteria.

E questo è il segnale forse più importante di questi risultati: le scelte del partito si sono rivelate lontane dai sentimenti, dai bisogni e dalle aspettative dei cittadini. Sintomo chiaro di come questo partito, almeno nel suo gruppo dirigente, dia l’impressione d’essere del tutto scollegato dalla realtà quotidiana, arroccato su stesso, sulle sue logiche autoreferenziali, su posizionamenti di gestione invece d’essere proiettato verso la costruzione di una prospettiva dei territori. Un partito così è destinato al fallimento. Una lezione durissima, quella di domenica, per i suoi maggiorenti: Michele Pelillo, Michele Mazzarano, Walter Musillo, indubbiamente i principali responsabili politici di questa disfatta elettorale.

Ma c’è un quarto sconfitto, questa volta non del Pd, che esce piuttosto male dalla competizione: il presidente della Provincia, Martino Tamburrano. Nella sua Massafra il suo delfino Raffaele Gentile arriva sì al ballottaggio, ma è quasi doppiato da Fabrizio Quarto, espressione delle liste civiche. Pd e Tamburrano: l’asse sul quale si è costituita la maggioranza alla Provincia. Con un occhio al capoluogo.

Non è un mistero che Martino Tamburrano ambisca a candidarsi come sindaco di Taranto, sperando forse nello stesso schema che lo ha portato alla presidenza di via Anfiteatro. Oggi questa strategia esce demolita. Difficile sostenere un candidato che già a casa sua ha ottenuto un risultato molto al di sotto delle attese. Salvo clamorosi capovolgimenti di fronte, il risultato di Massafra brucia sul nascere le ambizioni “tarantine” di Tamburrano. Ultima considerazione: nei comuni dove si è votato domenica hanno prevalso le liste civiche. Un quadro che potrebbe ripetersi il prossimo anno anche a Taranto. Solo che se nei comuni le liste civiche sono in larga parte frutto di percorsi “di costruzione”, a Taranto c’è il rischio che a prevalere sia una agguerrita ondata protestataria ed antipolitica.

Il rimedio, ammesso che si faccia ancora in tempo a trovarne uno, potrebbe essere solo una candidatura autorevole, propulsiva, proiettata nel futuro, capace di essere interprete di una visione concreta ma nuova di città, da opporre a quella protesta che, per quanto legittima, si fonda essenzialmente su slogan e qualunquismi di vario tipo. Intanto si parte da un punto fermo: almeno si conoscono nomi e strategia di chi ha perso. Se c’è volontà di costruire per il bene di Taranto è da qui che si deve ripartire.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile