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Gazebo, è di nuovo guerra

Riesplode il caso gazebo in città.

Nei giorni scorsi, infatti, sono stati notificati diversi avvisi di garanzia in merito all’installazione di due dehors in piazza Immacolata. Tra gli indagati ci sarebbero due dirigenti comunali ed i titolari delle strutture realizzate in piazza, nei pressi di via Berardi. Tra le ipotesi di reato, contestate a vario titolo agli indagati, ci sarebbero quelle riguardanti l’abusivismo edilizio ed il concorso in abuso d’ufficio.

Uno degli imprenditori è difeso dall’avvocato Claudio Petrone, mentre a difendere uno dei dirigenti del Comune è l’avvocato Patrizia Raciti. Al di là degli aspetti di natura giudiziaria, però, continua a far discutere la gestione politica del caso. Una gestione, quella messa in atto dal Comune, tutt’altro che omogenea. L’argomento riguardante le autorizzazioni concesse o meno, a seconda dei casi, resta di stretta attualità. In alcuni casi, infatti, diventa davvero difficile capire con quale ratio si concedano autorizzazioni per attivare gazebo che, in alcuni casi, invadono la sede stradale mettendo a rischio l’incolumità degli automobilisti, costretti ad una autentica gimkana pur di evitare tavolini e sedie, ma soprattutto i clienti dei dehors. Alle problematiche legate alla sicurezza vanno ad aggiungersi le implicazioni di natura igienico/ambientale per la presenza ravvicinata dei gas di scarico delle auto. Infine, la realizzazione di gazebo nelle vie cittadine toglie inevitabilmente spazio ai parcheggi.

Criticità di cui troppo spesso, a Palazzo di Città, non tengono conto. Lo scorso febbraio i Carabinieri sequestrarono il dehors antistante il bar Blanco di corso Italia. In quel caso furono cinque gli avvisi di garanzia per i reati di abuso d’ufficio, falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico, abusivismo edilizio e invasione di suolo pubblico.