Blitz antimafia “Feudo”, Caporosso ai domiciliari

Ha ottenuto gli arresti domiciliari Cataldo Caporosso, uno degli elementi di spicco della mala della provincia jonica arrestato nel blitz antimafia “Feudo”.

Lo ha deciso il gip del tribunale di Lecce che ha accolto la richiesta presentata dai difensori dell’uomo, gli avvocati Andrea Silvestre e Franz Pesare. Secondo l’accusa a Caporosso sarebbe stato affidato il controllo del mercato ittico di Taranto dove per conto dell’organizzazione diuretta dal boss Giuseppe Cesario, detto Pelè, gestiva un’attività commerciale riversandone i proventi nelle casse del clan. Avrebbe esercitato il controllo del territorio in quell’area mercatale assicurandosi che non fosse oggetto degli appetiti di altre organizzazioni criminali.

Proprio nei giorni scorsi il tribunale del riesame avevano detto no al sequestro dei beni di Cataldo Caporosso. I giudici avevano respinto il ricorso presentato dalla pubblica accusa e accolto la richiesta dei difensori di Caporosso, gli avvocati Andrea Silvestre e Franz Pesare. Era stato già il gip del tribunale di Lecce a respingere la richiesta di sequestro dei beni dell’uomo. La procura antimafia aveva presentato ricorso al tribunale del riesame ma i giudici avevano confermato la decisione del gip. Trentotto gli arrestati e quarantotto gli indagati a piede libero nel blitz “Feudo” condotto dalla Guardia di Finanza. Affari illeciti in Città Vecchia, ai Tamburi, Paolo VI e Statte. Giuseppe Cesario, detto Pelè, deceduto il 29 marzo del 2014, era il capo indiscusso.

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