x

x

Omicidio della piccola Sarah, ecco le motivazioni della sentenza

Tredici mesi per scrivere 1.277 pagine e spiegare perche Sabrina Misseri e Cosima Serrano meritano di passare il resto della vita in carcere.

La Corte d’assise d’Appello ha depositato le motivazioni della sentenza con cui il 24 luglio del 2015 ha confermato la condanna all’ergastolo per quelle che sono ritenuta dai giudici le assassine della piccola Sarah Scazzi, cugina e nipote delle imputate, i cui legali hanno ora 45 giorni per procedere al ricorso in Corte di Cassazione impugnando la sentenza di condanna. Il ritardo nel deposito delle motivazioni ha scatenato, nelle scorse settimane, polemiche feroci. Erano intervenuti in proposito l’Unione degli avvocati penalisti ed anche anche Franco Coppi, difensore di Sabrina, in un colloquio con La Stampa di Torino aveva parlato di lesione dei diritti della difesa.

L’ispettorato generale del ministero della Giustizia ha chiesto informazioni al presidente della corte d’Appello di Taranto. In ragione di quel ritardo, appare inevitabile che la sentenza non sarà definitiva entro il 15 ottobre, quando scadranno i termini di custodia cautelare, sei anni, per la giovane Misseri; ma non è automatico che la ragazza torni in libertà, per un complesso gioco di cavilli ed interruzioni nei processi di primo e secondo grado. A otto anni di reclusione – per soppressione di cadavere – è stato condannato in appello Michele Misseri, marito di Cosima e padre di Sabrina. Una figura centrale di questo giallo. Fu lui a consentire il ritrovamento del corpo confessando l’omicidio della povera Sarah, per poi ritrattare e accusare la figlia Sabrina, salvo poi tornare sui suoi passi ed accusarsi nuovamente dell’omicidio, inascoltato dai magistrati.

Per lo stesso reato, sempre in appello, ha avuto una pena di 5 anni e 11 mesi di carcere (6 anni in primo grado) Carmine Misseri, fratello di Michele. I giudici hanno assolto, perché il fatto non sussiste, Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano, che il 20 aprile 2013 erano stati condannati ad un anno di reclusione per favoreggiamento personale, confermando invece la condanna a un anno e quattro mesi per Giuseppe Nigro, imputato per lo stesso reato. La Corte ha infine rideterminato, riducendola un anno e quattro mesi, la pena per Vito Russo, ex legale di Sabrina Misseri (due anni in primo grado per favoreggiamento personale). Dei sedici paragrafi in cui è articolata la sentenza, undici sono dedicati alla ricostruzione dei fatti. A dare l’idea della complessità del caso Scazzi, la serie di altri processi che dal procedimento hanno avuto origine.

Tra un mese riprenderà l’udienza preliminare con Michele Misseri che rischia un altro processo, stavolta per auto-calunnia, per essersi accusato del delitto, oltre ad essere stato querelato dal primo dei suoi tanti legali, l’avv. Galoppa. La Procura ha poi chiesto il rinvio a giudizio per altre 11 persone accusate di aver mentito o nascosto particolari durante le indagini ed il processo di primo grado.