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Pari opportunità alla Regione, una tarantina nella commissione

Nominata la nuova commissione per le pari opportunità in seno al consiglio regionale della Puglia, tra i componenti anche una tarantina.

Si tratta dell’avvocato Antonella Demarco, componente della segreteria provinciale del Partito Democratico, impegnata da sempre sul fronte della difesa dei diritti delle donne, tra le protagoniste della iniziativa delle “panchine rosse” e di numerose altre iniziative sul territorio.

Avvocato Demarco si aspettava questa nomina, che appare come un riconoscimento al suo impegno sul territorio?
“La commissione pari opportunità della regione Puglia, istituita con legge del 1990 si compone di diverse figure femminili, alcune individuate dai gruppi consiliari altre espressione di associazioni impegnate sulle battaglie di parità di genere rilevanti sul territorio pugliese. La mia nomina nasce dall’indicazione del Pd regione Puglia, cosa di cui sono molto lusingata e di cui ringrazio, che vuole sottolineare ed incentivare il grande impegno del partitojonico nella questione afferente alla parità nonché coinvolgere maggiormente il partito regionale ad ogni livello”.

Quanto hanno contato le sue attitudini personali rispetto all’impegno politico?
“Certamente, il profilo professionale accademico e personale avrà avuto la sua rilevanza, essendo io avvocato impegnato da anni sia nel contrasto alla violenza di genere sia nella lotta alle discriminazioni lavoristiche, dalla piaga del caporalato alle condizioni di lavoro femminile. Nonostante ciò penso che ildiscrimen sia venuto dall’impegno politico e sociale che in questi ultimi anni mi hanno consentito anche una crescita personale”.

Ci faccia qualche esempio.
“Penso ad esempio alle attività affrontate col tavolo donne provinciale PD insieme alla delegata, la collega FrancescaViggiano, che ha visto nascere diverse iniziative territoriali dall’impegno simbolistico di Io Dico No alla’iniziativa Panchine Rosse, fino a giungere all’apertura di centri di ascolto in alcuni presidi di circolo. Penso però anche all’associazionismo ad al progetto preventivo nelle scuole affrontato con Zonta Club Taranto, Zonta Syes No costruire la cultura del rispetto".

Quale apporto pensa di dare all’istituto della Commissione?
"Io penso che se il motore Italia riparte bene la maggiore accelerazione possibile è costituita dal carburante di pregio che sono le donne. Questo comporta da una parte supportare, soprattutto al Sud, maggiormente rispetto quanto già fatto, la capacità di accesso e di permanenza al lavoro sia in ambito imprenditoriale sia in ambito dipendente. Credo molto nelle sinergie multiffatoriali e trasversali. Credo che la scuola, anche della prima infanzia, sia l’agenzia educazionaleformativa e di supporto genitoriale più importante per tanto ritengo sia opportuno rafforzare la rete scuola lavoro, e sfondare il muro degli stereotipi di genere. Sono d’accordo con la vice presidente del Senato fedeli quando dice che già nella prima infanzia insegniamo la grammatica della discriminazione anche lavorativa, ma di fatto in orbita nella spazio ci è andata una donna".

Una idea nel concreto?
"Le donne pagano ancora un prezzo troppo alto per la maternità: gli uomini partecipano poco al carico di lavoro domestico, i servizi di assistenza all’infanzia hanno spesso costi troppo alti o semplicemente non sono disponibili, e tutto questo impedisce a molte donne di lavorare di più, o di accedere ad un lavoro giustamente retribuito. Penso ad una Regione Puglia, già con una spiccata vocazione alla bellezza ed alla sostenibilità che si faccia promotrice di una visione di comunità a “misura di bambino”, perché i bambini oltre a rappresentare il futuro sono la chiave di volta delle famiglie, ove si estrinseca la maggiore vita socio-economica al femminile. Supportare con reti di strutture i bambini ed i giovani significa non solo forgiare nuove generazioni competitive ed evolute, ma anche aiutare le giovani donne nei loro carichiari e famiglie intere nel carico economico. Infatti non è soltanto il fisco che «mangia uno stipendio”. In presenza di figli è spesso impossibile che entrambi i genitori lavorino, o che la donna lavori a tempo pieno".

E la legge elettorale regionale sulla parità di genere?
"Ho sempre detto che penso che la doppia preferenza sia una male necessario. Necessario perché appare chiaro considerata l’esperienza del Consiglio regionale attuale che senza un “incentivo” si rischia di non avere rappresentanze femminili nelle istituzioni, male perché comunque l’aspirazione è quella che un giorno la parità sia così effettiva da non aver bisogno di nessun aiuto per essere elette. Per dirla con la buona Emma Bonino, “amateci di meno, votateci di più”".