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Il ministro Calenda: «Ilva troppo importante, non si può mollare»

L’Ilva «non si può mollare, è importantissima come azienda perché ha effetti su tutta la catena produttiva italiana, ma è molto importante per far capire che in Italia si può fare grande industria».

Così il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, rispondendo a Mix 24 di Giovanni Minoli su Radio 24. «Abbiamo rifatto il processo di gara partendo da un presupposto: verranno giudicate le varie cordate che si stanno formando soprattutto su una base di premessa, cioè che il piano ambientale presentato dalle cordate sia per noi accettabile», ha spiegato.

L’azienda «dovrà fare un piano industriale che parta dal piano ambientale e non viceversa, perché è inaccettabile che in un Paese moderno ci sia dicotomia tra lavoro e ambiente». Quanto ai tempi, il ministro ha detto che «sono scanditi dal decreto: adesso ci sarà la presentazione delle cordate a fine giugno, poi dovranno presentare il piano ambientale, in 120 giorni verrà analizzato e gli verrà data una risposta». La situazione sarà definita entro dicembre e «poi ci sarà il passaggio all’Antitrust». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, intervenendo su Radionorba, ha dichiarato: «Penso veramente che il governatore Emiliano, quando leggerà bene il decreto, si renderà conto che è esattamente il rovescio di come lui lo ha interpretato: la preoccupazione chiave del decreto è esattamente l’ambiente».

Per quanto riguarda la proroga concessa all’attuazione del piano ambientale e l’immunità riconosciuta ai nuovi acquirenti, De Vincenti ha spiegato: «La proroga è eventuale perché il punto chiave è fare bene le cose e non farle comunque. Il piano ambientale deve essere tale da risanare in modo definitivo quell’area. Proprio perché significherà una nuova Ilva in una nuova Taranto, la nuova gestione non potrà che avere responsabilità a se stanti che riguardano quel piano ambientale e non interessano l’inquinamento del passato, di cui saranno responsabili le vecchie gestioni».