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Omicidio Galeandro, è l’ora degli interrogatori

Potrebbero essere interrogati oggi il 49enne Maurizio Agosta, il 24enne Vito Nicola Mandrillo e il 25enne incensurato Giovanni Pernorio, fermati dai carabinieri per l’omicidio di Francesco Galeandro.

Dopo l’agguato avvenuto a luglio e il tentato omicidio il 12 settembre scorso ai danni di Maurizio Agosta e del nipote Francesco, per gli investigatori la faida in corso avrebbe potuto causare altre morti. La sera stessa dell’omicidio di Galeandro i carabinieri avevano cercato proprio Mandrillo, che abita a poco più di un centinaio di metri dal luogo dell’omicidio.

Quest’ultimo temeva di essere spiato dai rivali tanto da trasferirsi prima in un’altra abitazione di Pulsano e poi a Leporano, anche con l’aiuto di Giovanni Pernorio, il quale secondo gli investigatori era al corrente delle responsabilità dell’amico nel delitto. Dalle intercettazioni ambientali, eseguite dai militari del Nucleo investigativo coordinati dalla pm, dott.ssa Antonella De Luca, sono venute fuori dichiarazioni autoaccusatorie di Mandrillo il quale in alcune intercettazioni mette in risalto la sua vicinanza a Maurizio Agosta che ritiene vittima del fuoco dei rivali proprio come risposta all’omicidio Galeandro.

Un ferimento che non è divenuto omicidio per l’incapacità degli avversari che Mandrillo deride apertamente evidenziando che Agosta “ha la malavita in testa” poiché a Pulsano vuole avere le mani su tutto, dalle sostanze stupefacenti alle slot machines, indicandolo come suo capo.