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Ex Upim? Diciamo “no” al centro commerciale

«No ad un eventuale mini centro commerciale (supermercato e galleria commerciale) nel palazzo ex Upim».

Nell’edizione di ieri del nostro giornale abbiamo spiegato come la volontà di ripristinare l’antica origine commerciale dell’edifi cio che un tempo ospitava i magazzini Upim, possa essere alla base degli attriti (giusto per usare un eufemismo) tra Confcommercio e Comune all’indomani dell’installazione dei cordoli in via Cesare Battisti. Insomma, un nodo ancora tutto da sciogliere.

Sull’argomento si registra la presa di posizione di Confartigianato e Confesercenti che in una nota chiede chiarezza. «Approfondendo l’articolo di Taranto Buonasera del 14 giungo scorso ed associando gli eventi verificatosi e le interviste rilasciate dai vari protagonisti della faccenda, sentiamo di rappresentare la forte preoccupazione che quanto accaduto possa davvero far parte di un disegno più ampio e complessivo che contiene, ad incastro, le diverse situazioni contemplate dal giornale tarantino, disegno che, se reale, sarebbe assolutamente deleterio per le sorti delle attività commerciali ed artigianali del borgo cittadino e degli operatori di piazza Fadini. Un illustre navigato politico romano diceva, anni addietro, che “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”; questa frase a Taranto è sempre stata di attualità. Allora, tanto per essere chiari, precisando che i commercianti e gli artigiani tarantini saranno si delusi, arrabbiati, sconfortati, frustrati, ma non sicuramente scemi, ci preme esplicitare che qualora fossero reali eventuali intese ed accordi così come paventato sulla stampa su ipotesi di gestioni di parcheggi e sviluppo di piastra commerciale che prevedessero addirittura, come contro altare, il sacrificio ulteriore degli esercizi commerciali sopravissuti del borgo e di via Cesare Battisti (vedi cordoli applicati) ci si ritroverà davanti la contrapposizione forte e determinata degli operatori commerciali che oggi con enorme sacrifi cio credono ancora in questa città.

No ad un eventuale mini centro commerciale (supermercato e galleria commerciale) nel palazzo ex Upim, così ci capiamo meglio. Sarebbe una operazione che – spiegano da Confartigianato e Confesercenti – inserita nella realtà dell’esiguo tessuto economico cittadino oggi rappresenterebbe la morte defi nitiva dello stesso. Spezzerebbe qualsiasi speranza ed intenzione di sopravvivenza. Ci sono eventualmente altre destinazioni a cui pensare per quell’immobile, strategico per diverse situazioni di aggregazione della cittadinanza. Si concentrino invece le attenzioni su quando si inizierà a riqualifi care dal punto di vista urbano, sociale ed economico il borgo. Bisogna riportare i cittadini a spendere nel borgo. E perché non si è fatto fi nora? Quale tutela del patrimonio imprenditoriale commerciale ed artigianale è stata fi nora intrapresa considerata la desertifi cazione avutasi? Che si scoprano le carte, i commercianti e gli artigiani tarantini meritano rispetto».