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Ricercati altri due capi

TARANTO – Blitz Città Nostra: prosegue la caccia ad altri due capi del presunto clan sgo­minato dalla polizia.
Si tratta di padre e figlio, rispettivamente di sessantatrè e quarantatrè anni. I due, secondo l’accusa,  insieme a Cosimo Di Pierro e a Egidio Taurino avrebbero ricoperto un ruolo   predominante con compiti di direzione, decisione e pianificazione delle strategie. Avrebbero impartito le direttive agli altri associati, assunto le decisioni più rilevanti compreso le scelte dell’affiliazione dei nuovi sodali, comminato o proposto le sanzioni agli altri sodali, deciso i riti di affiliazione e curato i rapporti con gli altri gruppi malavitosi.
 Dalle intercettazioni è emerso che padre e figlio, attivamente ricercati dagli agenti della Squadra Mobile, avrebbero provveduto alle spese necessarie alla pratica sanitaria e legale per il riconoscimento della patologia di Di Pierro e perchè venisse valutata come incompatibile con il regime carcerario e dunque ottenendo la scarcerazione nel settembre del 2015.
Per gli inquirenti nel rapporto di collaborazione esistente tra i due elementi di spicco del gruppo che mancano ancora all’appello e Di Pierro a quest’ultimo sarebbe stato assegnato il ruolo di braccio armato dell’organizzazione, di vero e proprio ariete da impiegare in circostanze estreme, nelle quali occorre mostrare i muscoli. In un dialogo intercettato dalla polizia Di Pierro chiede a uno dei ricercati, e precisamente al quarantatreenne, di procurare all’organizzazione “un paio di ragazzi che non deve conoscere nessuno”.
Intanto ieri sono stati interrogati i fratelli Nigro, fermati dalla polizia nell’ambito della stessa operazione.
Fabrizio e Umberto Nigro, di trenta­cinque e quarantacinque anni, difesi dall’avvocato Marino Galeandro, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Il primo era stato bloccato mentre usciva dall’ascensore di uno stabile del rione Salinella. Il secondo, invece, si era costituito dopo un’ora. Fabrizio Nigro risponde di estorsione, Umberto Nigro del tentato omicidio di Cosimo Di Pierro, che risale al 13 novembre del 2015.
Com’è noto il gip Patrizia Todisco ha convalidato il fermo degli altri indagati nell’ambito dell’operazione antimafia coordinata dalla Dda di Lecce che ha sgominato tre gruppi  capeggiati da Cosimo Di Pierro, da Gaetano Diodato e Angelo Di Pierro e da Nico Pascali.