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Cementir, sciopero e sit-in di protesta sotto la Prefettura. Le foto

Quarantasette famiglie con il fiato sospeso.

I dipendenti della Cementir, a partire dalle 6 di questa mattina, hanno avviato uno sciopero di 24 ore. La protesta, organizzata dalle sigle confederali, è arrivata fin sotto Palazzo del Governo dove si è tenuto un sit-in di protesta con l’obiettivo di richiamare l’attenzione delle istituzioni. Allo stato attuale sono 72 i dipendenti impiegati nel cementificio tarantino. «L’anno scorso abbiamo siglato con l’azienda un accordo di solidarietà – spiega Francesco Bardinella della Fillea Cgil di Taranto. C’era l’impegno, da parte della Cementir, a presentare un nuovo piano industriale ed a rinnovare l’accordo ma, nei giorni scorsi, sono state avviate le procedure per il licenziamento di 47 lavoratori».

Una circostanza che ridurrebbe a 25 il numero dei dipendenti all’interno della Cementir di Taranto. «Abbiamo scritto praticamente a tutti i rappresentanti istituzionali ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Anche per questo – spiega Bardinella – abbiamo deciso di manifestare tutta la nostra preoccupazione sotto la prefettura». Già dalle prime ore del mattino, i dipendenti della Cementir, armati di tamburi, hanno intonato cori per richiamare l’attenzione sulla loro vertenza occupazionale. Tanti gli striscioni affissi sui muri di via Anfiteatro: «No al licenziamento. Politici locali dove siete?» ed ancora «Cementir, 45 famiglie ti ringraziano». Il tempo stringe. A fine mese scade l’accordo di solidarietà. Azienda e parti sociali si incontreranno a Roma il prossimo 18 ottobre.