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Buonasera

Anche a Taranto sciopero contro il Governo Renzi. Le foto

«Sciopero nazionale Usb contro le azioni del Governo Renzi che penalizza i lavoratori».

Ventiquattr’ore di fermo sia in campo privato che in quello pubblico che preannunciano la manifestazione di domani a Roma (anche da Taranto e provincia partiranno diversi autobus). A Taranto, presidio sotto la Prefettura e davanti agli uffici comunali di via Anfiteatro. «Tagli alla sanità, agli enti pubblici, impoverimento dei lavoratori: non manca proprio nulla – afferma Francesco Rizzo, coordinatore provinciale Usb Taranto. I dati parlano chiaro. Con il job act il Governo Renzi nell’ultimo anno ha tagliano il 33% dei contratti a tempo indeterminato ed ha incrementato i licenziamenti per giusta ragione del 31% (un chiaro effetto anche della cancellazione dell’articolo 18). In tutto questo a pagarne come sempre sono i lavoratori (parliamo di circa 46.000 persone licenziate), mentre le aziende sguazzano. Il comune di Taranto rappresenta in toto l’azione del governo che non mira a tutelare i cittadini. La politica dovrebbe produrre idee che incrementino il lavoro. E invece nella nostra città, il consiglio comunale sembra completamente svuotato di ogni tipo di propositività”.

“Siamo scesi per strada per stigmatizzare la politica del governo centrale che impoverisce i dipendenti pubblici a favore di una politica scellerata di privatizzazione che incrementa il lavoro precario – afferma Angelo Ferrarese, responsabile Usb pubblico impiego comparto Polizia Locale. Per Taranto il nostro sciopero riguarda i temi della grande industria. Solo di ieri le dichiarazioni irresponsabili dei federali che si dimostrano conniventi con le azioni di taglio. Inoltre oggi rilanciamo fortemente la vertenza della polizia locale e dei dipendenti comunali su cui pesa la scure di un ulteriore manovra di impoverimento con il congelamento del salario accessorio e la staticità della situazione di progressione economica orizzontale».

Proprio l’Usb, stamattina, ha occupato la sede della delegazione trattante perchè «il dirigente Spano non vuole ricevere i lavoratori. Andremo ad oltranza – ha dichiarato Ferrarese – finchè non ci lasceranno parlare».

Anche lo Slai Cobas per il sindacato di classe di Taranto ha aderito allo sciopero. All’Ilva presidio alle portinerie A e D. Alla Cementir 24 ore di sciopero contro i licenziamenti con blocco della fabbrica. Al Cimitero San Brunone  2 ore di assemblea esterna «per le bonifiche e per il passaggio al contratto nazionale cimiteriali o al contratto della Federambiente con norme e salari migliori». I lavoratori impiegati all’impianto Pasquinelli (Amiu) hanno partecipato al presidio in piazza Castello «per rivendicare un effettivo piano generale di raccolta differenziata porta a porta in città un impianto di selezione utilizzato a tempo pieno, con sicurezza per la salute, e stabilizzazione di tutti i lavoratori». Al presidio di piazza Castello hanno partecipato anche i lavoratori degli appalti comunali, scuole statali, asili.

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