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Buonasera

«No ai privati», Poste Italiane in sciopero

Sciopero del 4 novembre contro la privatizzazione di Poste Italiane.

In prossimità della mobilitazione generale dei 140mila dipendenti postali con manifestazione nazionale a Roma ed in ogni capoluogo di regione di tutta Italia il 4 novembre prossimo, la Slp Cisl di Taranto sta tenendo proprie conferenze con i dipendenti delle Poste per spiegare le ragioni fondamentali della protesta, ovvero la netta contrarietà alla privatizzazione dell’azienda.

«Abbiamo argomentato più volte circa l’opportunità, che per noi resta imprescindibile, che lo Stato rimanga azionista di maggioranza – spiega Giuseppe Manfuso, segretario generale territoriale – e che una parte dei proventi sia investita per lo sviluppo del Gruppo, con la garanzia esplicita che non si proceda allo scorporo parziale dell’Azienda». Con l’ulteriore privatizzazione, insomma, voluta dal Governo «si rischierebbe la totale finanziarizzazione del Gruppo, un ulteriore decadimento del servizio pubblico universale e lo scorporo della divisione dei servizi postali, con gravissime ricadute occupazionali».

Al momento l’iniziativa sindacale ha fatto sospendere la privatizzazione, motivata dalla necessità di riorganizzare il Gruppo, per poi collocarne le azioni sul mercato. Ma ci sono altri punti di attacco, su cui si concentra la protesta della Slp Cisl, come il “recapito” e la “logistica” il cui progetto è considerato a dir poco insufficiente «altro che piattaforma logistica di eccellenza per intercettare l’e-commerce e compensare la decrescita dei volumi del servizio postale tradizionale».

Insomma «scioperiamo perché rimanga unica la nostra azienda che sta perdendo sempre più di vista la sua vocazione sociale andando veloce sul settore finanziario, acquista altre aziende, cambia prodotti e soprattutto spinge sui propri progetti passando sopra la testa dei lavoratori di cui disconosce la professionalità, li sottopone a pressioni per l’insufficienza di organici e per i distacchi continui” conclude Manfuso. La Slp Cisl chiede, pertanto, che il Governo «esca dall’ambiguità e che il management aziendale colga l’evidenza e ragioni con le organizzazioni sindacali di categoria, per dar vita a progetti mirati all’efficienza ed allo sviluppo di Poste Italiane».

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