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Spartan Race, alcune domande sulla gestione di Cimino

La Spartan Race non si è giocata solo tra Cimino e Mar Piccolo.

La grande manifestazione sportiva ha avuto anche una partita tutta politica che si è giocata – a quanto pare in maniera a tratti ruvida – nientemeno che a Palazzo di Città. Una partita non secondaria, visto che siamo ormai in campagna elettorale e la gara ai voti non è meno faticosa di quelal ad ostacoli che si è svolta in questa “due giorni”. Le indiscrezioni che trapelano dai corridoi municipali parlano di una riunione di giunta piuttosto bollente. Diciamo, per semplificare, che non sarebbe stato visto di buon occhio l’eccessivo protagonismo gestionale di uno degli assessori e la modalità con la quale sono stati gestiti gli spazi riservati agli stand allestiti proprio a Cimino.

Si era partiti con l’idea di sistemare alcuni punti di ristoro per i partecipanti alla gara e si è finiti con un gran bazar commerciale che forse non aveva alcuna attinenza con la manifestazione. Incongruenze che pongono degli interrogativi: chi ha gestito gli spazi commerciali? In base a quali parametri sono stati assegnati? Cosa ci ha guadagnato il Comune, visto che Cimino è un parco di proprietà comunale? È stato pagato un canone da chi ha gestito gli aspetti commerciali? Ci sono atti deliberativi che chiariscono tutti questi aspetti? Chi ha suggerito all’organizzazione i media partner a cui affidarsi? E si è tenuto conto della esigenza di assicurare la migliore copertura territoriale per avere il miglior ritorno possibile per l’immagine della città?

Interrogativi, tutti questi, che forse si sarebbero potuti evitare se ci fosse stata più attenzione alla necessità di trasparenza e di informazione. Ora sarebbe auspicabile una risposta chiarificatrice da parte dell’amministrazione comunale, onde evitare l’insorgere del solito dubbio che a prevalere siano state non ragioni oggettive ma le solite logiche preelettorali. In ogni caso, l’aspetto positivo da rimarcare è il buon movimento di spettatori che hanno seguito la manifestazione, oltre al buon successo che hanno ottenuto gli stand sistemati in Piazza Immacolata allo scopo di allargare il coinvolgimento alla parte più ampia possibile della città. Ultima domanda, più di natura ecologista: è stato fatto il possibile per preservare la Palude La Vela, oasi protetta, dal passaggio della gara? Magari, l’ansia di fugare tutti questi dubbi può essere utile per migliorare l’edizione del 2017.

Arrivederci, Spartan Race.