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Piano strategico, già presentati 91 progetti

Novantuno progetti, trentuno protocolli d’intesa, quasi duemila accessi all’indirizzo istituzionale.

Sono solo alcuni dei numeri snocciolati da Gianni Azzaro, vicepresidente della Provincia, che lunedì mattina, assieme ai rappresentanti dei Comuni e delle pmi coinvolte nei progetti, ha fatto un primo bilancio del piano strategico redatto dalla Provincia. Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre ad alcuni imprenditori che hanno presentato i progetti, anche il sindaco di Ginosa, il “grillino” Vito Parisi e, per il Comune di Mottola, Carlo Maria De Fiori.

«Il nostro obiettivo era quello di illustrare i progressi ottenuti nel Contratto Istituzionale di Sviluppo con l’avvio della prima fase del piano strategico da noi redatto – ha spiegato Gianni Azzaro. Da fine luglio ad oggi il sito www.cistaranto. org ha registrato 1.917 visite nelle varie sezioni, cifra che evidenzia un elevato interesse da parte dell’intero territorio. I progetti presentati con i relativi piani aziendali sono stati, finora, 91. In più abbiamo sottoscritto ben 31 protocolli d’intesa tra Amministrazioni locali ed Enti. Anche se si tratta di un bilancio parziale, questi numeri sono utili a dare una risposta a chi sostiene che Taranto sia un territorio ormai morto.

I dati parlano chiaro – ha detto Azzaro – il territorio è vivo e ci sono forze altrettanto vive costituite da amministratori e imprenditori che vogliono ripartire per ricostruire un nuovo modello di sviluppo per una economia diversificata in modo da uscire dalla monocultura dell’acciaio». Il 70% dei progetti finora presentati riguardano la filiera turistico-ricettiva. «Si tratta di progetti che prevedono nuovi insediamenti produttivi e, di conseguenza, nuovi posti di lavoro. Penso – ha proseguito il vicepresidente della Provincia – ai progetti riguardanti la creazione di porticcioli turistici che necessiteranno, gioco-forza, di personale per l’accoglienza dei diportisti, di meccanici e di manutentori. Importanti ripercussioni, in termini occupazionali, potrebbero arrivare dalla realizzazione degli “alberghi diffusi” all’interno dei centri storici dei vari comuni della provincia ma anche dalla realizzazione dei progetti di filiera agricola nelle masserie abbandonate».

Il prossimo step è quello della sottoscrizione dell’accordo di programma. «Sarà importante mettere nero su bianco che non ci sarà alcun “click day” – ha evidenziato Azzaro – una modalità che agevolerebbe i grossi studi professionali nazionali a danno delle nostre aziende locali. Inoltre, bisogna prevedere, all’interno dell’accordo di programma, altre agevolazioni fiscali per le imprese come la riduzione dell’Iva al 20% e l’utilizzo del credito di imposta e degli ammortizzatori finanziari per velocizzare la fase di realizzazione degli interventi privati».