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Tutela dei risparmiatori. C’è l’arbitrato bancario

TARANTO – Negli anni più recenti gli scandali del mondo dell’economia hanno minato la fiducia che gli italiani avevano per le banche, e la crisi ha talvolta indotto gli stessi istituti di intermediazione finanziaria a percorrere scorciatoie poco chiare per recuperare in tempi brevi le loro sofferenze. Anche a causa di questa situazione non sempre limpida, le relazioni fra istituti bancari e clienti sono diventate sospettose e si sono moltiplicate le controversie.
Per tentare di risolverle senza far pagare al risparmiatore il caro prezzo della debolezza di fronte alla forza, potente e talvolta prepotente, dei colossi del risparmio, e per porre un freno alla litigiosità fra banche e clienti alcuni anni fa è stato istituito l’Arbitrato Bancario Finanziario, un sistema che vuol essere facile, economico ed imparziale per la tutela del cliente e la garanzia delle stesse banche. Del ruolo e delle funzioni dell’importante figura giuridica che si pone come intermediaria stragiudiziale nei rapporti economici e finanziari fra banche e clienti ha parlato ai soci e ospiti del Rotary club di Taranto il prof. Ernesto Capobianco, docente di Diritto Civile alla facoltà di Economia dell’Università del Salento.
Da quando è stato istituito, nel 2009 – ha spiegato il relatore – sono diminuite vertiginosamente le richieste di risoluzione in Tribunale dei conflitti bancari, con conseguente liberazione di tempo e operatività per le aule di giustizia. La risoluzione delle controversie prese in considerazione dall’arbitrato avviene infatti al di fuori del processo giudiziario ordinario ed il percorso è più semplice, rapido ed economico, anche perché non prevede la necessità di un’assistenza legale da parte di un avvocato, in quanto l’arbitrato è un organismo indipendente e imparziale nei compiti e nelle decisioni, sostenuto nel suo funzionamento dalla Banca d’Italia. Le decisioni che possono essere richieste dal cliente, ma non dalla banca, non sono vincolanti come quelle della giustizia ordinaria, ma se la banca non le rispetta la sua inadempienza è resa pubblica con l’iscrizione in un apposito elenco. Fino ad ora l’arbitrato bancario finanziario si articola sul territorio nazionale in tre collegi, a Milano, a Roma e a Napoli, ma il buon esito del funzionamento ha determinato la decisione di aprire in tempi brevi nuove sedi regionali in altri capoluoghi. Ciascun collegio è composto da cinque membri, con il presidente e due membri scelti dalla Banca d’Italia, uno designato dalle associazioni degli intermediari bancari e uno che rappresenta i clienti portato dalle associazioni delle imprese o dei consumatori, tutti con requisiti di esperienza, professionalità, integrità ed indipendenza. Nei sette anni di attività svolta fino ad ora l’arbitrato ha già fatto giurisprudenza, nel senso che i giudici si orientano sempre più per riconoscere come valide le decisioni prese dai collegi applicandone i criteri anche in cause di genere diverso. Le disposizioni prevedono che la procedura si svolga esclusivamente in forma scritta, le parti non sono chiamate ad esporre i fatti e il ricorso è deciso sulla base della documentazione fornita dalle parti stesse e acquisita dalla segreteria tecnica nel corso della fase preparatoria. La competenza rientra nelle controversie che riguardano operazioni e servizi bancari e finanziari di valore non superiore ai 100mila euro.
Nel corso della serata il presidente Rotary, Massimo Basile, ha consegnato la spilla del club ai nuovi soci ing. Laura Tonti, avv. Nicola Tacente e al chirurgo ortopedico Giulio Bernardini.
Articolato ed interessante è stato il dibattito che è seguito alla relazione.

Gincarlo Antonucci