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«Sbagliato sopprimere le Camere di Commercio»

«L’errata interpretazione del processo di spending review che qualche anno fa tutti, in Italia – e in Europa – auspicavano virtuoso, in quanto preannunciato con le buone intenzioni di razionalizzare la spesa dello Stato, ottimizzare i pubblici uffici, riqualificare e potenziare i pubblici servizi erogati ai cittadini e alle imprese, sta oggi sempre più degradando in tagli lineari tout-court con l’aggravante che il Governo continua a negarsi alla contrattazione sociale, come nel caso delle preannunciate soppressioni e accorpamenti delle Camere di Commercio». Lo affermano la Cisl e la Cisl Fp di Taranto Brindisi a proposito, appunto dell’accorpamento delle sedi delle Camere di Commercio.

«Tra queste – scrivono le organizzazioni sindacali – figurano le sedi di Taranto e di Brindisi, perciò la Cisl e la Cisl Fp Taranto Brindisi sostengono ed incoraggiano la vertenzialità sindacale posta in essere delle rispettive Rappresentanze Sindacali Unitarie (Rsu) per rivendicare, contrariamente ai desiderata del Governo, la modernizzazione, il rilancio ed il potenziamento delle mission di questi Enti strumentali del territorio avvalorati, oltretutto, da professionalità uniche nel sistema della pubblica amministrazione italiana». «Cisl e Cisl Fp – scrivono ancora – segnalano l’evidente miopia politica dell’attuale Esecutivo, che finge di ignorare quale ruolo determinante di supporto le Camere di Commercio continuino a ricoprire in territori del Mezzogiorno, dove il sistema delle imprese in particolare è costretto a misurarsi con i rischi diffusi di diseconomie determinate dalla scarsità se non dall’assenza di infrastrutture materiali e immateriali, le stesse che sarebbero in grado di incoraggiare l’innovazione per farle competere, grazie anche all’internazionalizzazione, in un mercato fortemente globalizzato. Sopprimere o ridimensionare in strutture, funzioni e personale fortemente professionalizzato il sistema camerale – che comprende anche le Aziende speciali, le sedi secondarie e le Unioni regionali – sarebbe, pertanto, scelta scriteriata ed incoerente che penalizzerebbe il Paese, la Puglia e il Sud in particolare».

«E nei territori di Taranto e di Brindisi – affermano Cisl e Cisl Fp – particolarmente caratterizzati da analoghe situazioni di crisi economica ed occupazionale ma altrettanto accreditati di molteplici potenzialità produttive, attrattive, infrastrutturali – oggetto, peraltro, di attenzioni e di finanziamenti messi a sistema dallo stesso Governo – con la prefigurata, possibile soppressione delle Camere di Commercio verrebbe a determinarsi un gratuito depotenziamento di compiti e ruoli svolti anche nella storia recente, grazie anche alla presenza attiva, nei rispettivi Consigli, delle Organizzazioni sindacali. Il Governo riveda, dunque, le sue priorità, corregga le scelte preannunciate e prosegua in un percorso credibile di spending review confrontandosi con il sindacato che rappresenta le migliaia e migliaia di lavoratrici e di lavoratori che, nelle Camere di Commercio italiane, svolgono ruoli e compiti fortemente funzionali al progresso sociale, imprenditoriale ed occupazionale del Paese».