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L’indiscrezione: via Msc Crociere, arriva Costa

Sembra sia stata ritenuta più valida l’offerta di Malta
Nave da crociera MSC

Questa volta non è il fastidioso moscone, ma la perfida vespa a pungere e far male. La nave della MSC Crociere non farà più scalo a Taranto, sembra sia stata ritenuta più valida l’offerta di Malta, che sembra essere una proposta commerciale e logistica conveniente e per una multinazionale utile al bilancio. Restano attivi in Puglia gli scali di Bari e Brindisi; e resta in sospeso una domanda. Perché da Taranto non è stata avanzata nessuna proposta alternativa a quella di Malta? Un’offerta economica, logistica, funzionale nei servizi e nella disponibilità del territorio avrebbe forse potuto far cambiare le decisioni e rendere conveniente quello che allo stato non veniva ritenuto tale.

Mantenere completo il pacchetto del turismo crocieristico pugliese doveva essere un obiettivo e una priorità per la Regione: così non sembra essere stato. In questa vicenda, chi ha difeso gli interessi di Taranto, le sue opportunità, il suo territorio? Non a parole si intende: per questo tutti sono buoni. Ma nei comportamenti concreti, nei fatti al momento giusto e nelle sedi più opportune. Un risultato, tuttavia, sembra essere stato ottenuto con il possibile accordo con Costa Crociere. Ma bisogna procedere per incrementi, non per sostituzioni. Sia chiaro, l’addio di Msc Crociere non è una catastrofe, ma è una botta anche al faticoso tentativo di riaccreditare Taranto nella ribalta nazionale e internazionale come soggetto credibile e interlocutore.

Questa situazione dovrà essere affrontata con determinazione; imparando dagli errori commessi; ricercando altri interlocutori – così come si sta facendo – non perdendo il filo del dialogo e della collaborazione con gli operatori presenti. Soprattutto costruendo un’offerta complessa ad un turismo delle crociere in grande evoluzione soprattutto nell’area ionica e sud adriatica che riguarda più Stati, più culture, più territori. Tutto questo accompagnato dalla valorizzazione dell’offerta turistica culturale che il nostro retroterra può offrire.