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Uccise la madre, decide la Cassazione

“La mia assistita non può stare in carcere. Deve essere trasferita in un centro residenziale, in una struttura specializzata che possa prendersi cura di lei”.

Ha presentato ricorso in Cassazione l’avvocato Fabrizio Lamanna difensore della sessantunenne tarantina Francesca Martire, assolta perchè al momento dell’omicidio della madre era incapace di intendere e di volere ma che a quasi due mesi dalla sentenza è ancora in carcere. L’avvocato Lamanna aveva già presentato ricorso a tribunale del riesame chiedendo, per la sua assistita, la libertà vigilata in una struttura protetta. La donna, che è stata assolta il 19 luglio dal gup, era stata arrestata lo scorso anno dai militari dell’Arma per aver ucciso la madre Maria Luigia Magazzile, 93enne, trovata priva di vita nella sua abitazione di corso Italia.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia aveva riferito al giudice che la sua intenzione era quella di “liberare” l’anziana madre dalle presenze che avrebbero infestato la casa e che dopo averle spinto un santino nella bocca aveva aiutato la malcapitata a respirare. La sessantunenne quella sera era stata trovata in stato confusionale dai carabinieri del comando provinciale nell’appartamento della madre. Dopo l’omicidio era stata proprio lei a dare l’allarme al 118. Durante il processo il pm ha chiesto l’assoluzione per incapacità di intendere e di volere e il gup ha accolto la richiesta. Francesca Martire è in attesa di essere trasferita in una struttura che la possa curare.