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Personale al collasso, protesta in carcere

Personale civile al collasso con il rischio concreto di non poter più garantire i servizi minimi e i diritti dei lavoratori e dei detenuti.

E’ quanto denuncia la Fp Cgil che ha proclamato lo stato di agitazione del personale che presta servizio all’interno dell’istituto di pena tarantino. «Facendo seguito alle precedenti iniziative assunte nei mesi scorsi in cui si sono evidenziate le gravi problematiche che affliggono il personale civile (comparto ministeri in servizio presso la Casa Circondariale di Taranto) soprattutto a causa della gravissime carenze di organico che di fatto mettono in serio pericolo la funzionalità del servizio – spiegano Mino Bellanova (Segretario Generale Fp Cgil Taranto); Lorenzo Caldaralo (Segretario Funzioni Centrali Fp Cgil Taranto); Mimmo Sardelli (Coordinatore Giustizia Fp Cgil Taranto) – siamo costretti a denunciare il grave disinteresse del Prap Bari (Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria), organo preposto ad affrontare in prima battuta le problematiche denunciate.

Infatti, a seguito delle precedenti iniziative, lo scorso 17 novembre siamo stati convocati dal Prap di Bari per discutere delle problematiche relative al personale civile che opera presso la Casa Circondariale di Taranto, al fine di individuare le concrete iniziative da assumersi per risolvere le diverse criticità. Ma il Prap di Bari si è solo formalmente preso carico dei problemi, senza però porre in essere atti concreti tali da attenuare le criticità evidenziate. Nessuna misura concreta è stata adottata dal locale Provveditorato Regionale ed il personale civile del carcere di Taranto continua a subire le gravi disfunzioni generate, in primo luogo, dalla cronica carenza di organico».

Secondo la Fp Cgil, questa situazione determina «una inaccettabile limitazione nelle modalità di fruizione dei diritti dei lavoratori (ad esempio ferie, permessi ecc.) che non possono essere garantiti a causa della elevata scopertura di personale a fronte delle notevolissime incombenze, dall’altro si pone un serio problema di funzionalità ed efficienza del servizio reso; ciò anche in considerazione del valore costituzionale della libertà personale e della sicurezza oggetto dell’attività del personale della amministrazione penitenziaria». Queste le motivazioni che hanno spinto l’organizzazione sindacale a proclamare lo stato di agitazione del personale civile della Casa Circondariale di Taranto che «si concluderà solo quando gli organi dell’Amministrazione penitenziaria rassicureranno sulle opportune e necessarie misure risolutive alle problematiche da noi evidenziate».