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Oncologico a Taranto: bisogna fare presto

“Gentilissimo Presidente, desidero ringraziarLa, anche a nome dei medici e degli odontoiatri di Taranto, per l’attenzione che sin dall’inizio del Suo mandato, e con particolare evidenza in questi ultimi giorni, sta dedicando al grave problema del rapporto fra industria, ambiente e salute nella nostra città”.

Così il presidente dell’Ordine dei medici di Taranto, Cosimo Nume, si rivolge al governatore Emiliano. “Il Suo saluto al Consiglio Nazionale della Federazione degli Ordini riunito a Bari il 16 settembre scorso, con cui ha chiesto l’impegno di tutti i medici italiani per Taranto, ha consentito a chi scrive, con la collaborazione di Emanuele Vinci presidente di Brindisi, di estendere una mozione che è stata approvata all’unanimità da quell’assemblea. A noi medici non compete, se non in quanto cittadini, entrare nel merito delle scelte in tema di politica industriale che disegneranno la Taranto di domani.

Compete invece istituzionalmente, e questa prerogativa la rivendichiamo appieno da anni negli atti e nei fatti, esprimere le nostre professionalità sia nel campo assistenziale che in quelli della epidemiologia e della prevenzione, in una realtà che registra un tutt’altro che invidiabile primato di incidenza di neoplasie in particolare nei bambini, come testimonia l’integrazione allo studio Sentieri-ISS 2015, e di altre malattie riconducibili a inquinanti ambientali. In tal senso abbiamo accolto con favore l’idea da Lei sostenuta di rivedere il Piano di riordino ospedaliero prevedendo l’istituzione di un Polo Oncologico, da allocare nella struttura del San Giuseppe Moscati, allo scopo di fornire già nell’immediato soddisfacenti risposte alla crescente domanda di salute dei malati oncologici in termini di autosufficienza delle strutture e di coerenza e facilitazione dei percorsi assistenziali. Attraverso una rimodulazione del complesso di specialità attualmente ricomprese nel “SS. Annunziata” di cui il Moscati è e rimarrebbe funzionalmente parte, crediamo sia possibile affiancare ai reparti esistenti, opportunamente irrobustiti, una piastra endoscopica con settori dedicati al polmone, all’apparato digerente, alle patologie ginecologiche e urologiche e testa-collo, e una unità funzionale di radiologia interventistica (…)

Riteniamo invece di dover rigettare, in quanto impraticabile, ingiustificata e incoerente, l’ipotesi di accorpamento all’Irccs “Oncologico” di Bari, realtà peraltro di innegabile prestigio scientifico con la quale sarà utile ogni collaborazione, in quanto una simile opzione non solo mortificherebbe ingiustamente le molte professionalità ora operanti “in trincea”, ma soprattutto di fatto decapiterebbe il corpo del complesso ospedaliero “SS. Annunziata”, con un rischio tutt’altro che remoto di declassamento”.