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Carosino piange don Mimino

La salma è stata composta nella chiesa Santa Maria delle Grazie per l’ultimo saluto dei suoi compaesani
Un grande folla ha accompagnato il feretro di don Mimino Quaranta fino all’ultima dimora terrena

CAROSINO – E’ possibile parlare della religiosità di un paese o di una parrocchia, anche quando questi si avvalgono della presenza di quei sacerdoti che finiscono per diventano veri e propri simboli dei camminamenti di fede di un luogo. Tutto ciò si può dire certamente della cara scomparsa di mons. Cosimo Quaranta il quale, benchè il servizio sacerdotale lo avesse condotto nella vicino Taranto non ha mai dimenticato, nemmeno per un attimo, la sua Carosino e gli amici, tanti, a cui era particolarmente affezionato.

Ma don Mimino, come familiarmente era chiamato anche dai suoi parrocchiani, è stato molto di più per la tanta gente che a lui si affidava non solo come confessore ma pure per un semplice consiglio o una vicinanza a un problema personale: in tutto e per tutto, don Mimino era accogliente silente e premuroso in umiltà di servizio. Una fonte carica di semplicità che gli ha permesso quasi di abitare le anime dei propri parrocchiani e degli amici che lo frequentavano, ai quali indistintamente parlava alla fine e sempre proprio del Figlio di Dio. Don Mimino Quaranta è riuscito a calare tutto se stesso per amore di Gesù nel quotidiano incedere dell’esistenza umana di chi lo incontrava, sino ad arrivare ad una realtà di vita profondamente innamorata di Dio e dell’Eucaristia. E la cittadinanza tutta di Carosino lo ha sempre amato e ricercato, soprattutto nelle sue capatine in paese che, in alcuni casi, si concludevano con la celebrazione delle Sante Messe.

La salma di don Mimino a Carosino è stata composta nella chiesa parrocchiale Santa Maria delle Grazie, la sua chiesa, quella che lo vide appena ragazzino essere chierichetto sotto l’ala e guida spirituale dell’amato don Angelo Marzia. Il feretro di don Mimino, sin dalla sua giunta nella tarda mattinata di lunedì, è stato visitato da un mesto pellegrinaggio, di quanti lo hanno conosciuto personalmente ma anche di semplici cittadini i quali hanno voluto lo stesso porgli una visita in omaggio e pregare, porgendogli ultimo saluto terreno. Don Mimino se n’è andato alla Casa del Padre nella notte di domenica scorsa, dopo aver mandato a tutti gli amici e parenti la sua immancabile “buonanotte” un gesto simbolico, ovviamente, ma che la diceva tutta sulla sua vicinanza anche se lontano. Una prossimità comunque e a prescindere nella quale il suo affetto e il suo messaggio di augurio, insieme a lui, cominciano già a mancare a tanti. Il conforto puro del volto pacioccone di questo presbitero, lo sguardo umile così come le amichevoli pacche sulle spalle e, soprattutto, i suoi silenzi che ascoltavano tutti, riuscivano a parlare a ciascuno più di tante parole: silenzio appunto e umiltà e nel fare del bene a molte persone bisognose, erano tra le sue caratteristiche principali.

Probabilmente solo a distanza di anni, seppur pensata sempre nel silenzio dei cuori di ognuno, si riuscirà a comprendere veramente e sino in fondo l’eredità umana e religiosa lasciate in dono da questo sacerdote non solo ai carosinesi ma anche ai parrocchiani della chiesa di Santa Lucia a Taranto e pure ai forestieri alcuni dei quali, nelle ricorrenze di festa o di lutto, si attardavano a incontrarlo per parlarci dopo la Santa Messa. Una grande folla, pur in presenza di un tempo meteorologicamente non molto clemente, ha accompagnato il feretro di don Mimino Quaranta per l’ultima dimora terrena, insieme al parroco di Carosino e a diversi sacerdoti molti dei quali sono transitati come servizio nella chiesa di Carosino. Adesso don Mimino la tua “buonanotte” la manderai da lassù in cielo dove, sicuramente, riposa la tua anima di un uomo e un sacerdote innamorati di Dio.