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Buonasera

Caso Amiu, fermateli

Quarantaquattro milioni di debiti fino all’ultimo bilancio approvato, quello del 2015.

Una cifra spaventosa, nonostante la pesante ricapitalizzazione da 20 milioni di euro fatta dal Comune nel 2013. Sono le cifre che raccontano un pozzo senza fondo di nome Amiu, l’azienda della quale il Comune è unico proprietario. Una società ridotta in queste condizioni dovrebbe essere gestita all’insegna del rigore e della sobrietà, invece sembra accadere esattamente il contrario.

Nelle pagine interne vi raccontiamo degli avanzamenti di livello, una trentina, fatti scattare poco prima di Natale mentre stava per scadere il mandato del vecchio consiglio d’amministrazione. Decisamente anomalo per una società che dovrebbe realizzare risparmi e che invece continua a moltiplicare i costi di gestione. Che poi ciò sia avvenuto a pochi mesi dalle elezioni comunali è dato che apre la strada a tristi retropensieri. Persino il sindaco Stefàno, al quale va ascritta la responsabilità politica della gestione dell’Amiu, la scorsa estate chiese chiarimenti sull’attribuzione di mansioni superiori e relativi costi, mettendone a conoscenza anche la Procura della Repubblica. Poi c’è tutto il capitolo degli incarichi e delle consulenze.

È delle scorse settimane – questo giornale ne ha dato notizia in solitudine – delle acquisizioni di documenti fatta dalla Guardia di Finanza nell’ambito di una indagine avviata dalla stessa Procura su denuncia anonima. Una indagine che auspichiamo faccia subito chiarezza sui criteri di scelta dei consulenti, sul ruolo effettivamente svolto all’interno dell’azienda, sui risultati raggiunti, sui costi sostenuti dalla collettività per pagare i professionisti – sempre gli stessi – che da anni sono al servizio dell’Amiu. Per il momento c’è da registrare che a meno di due settimane dal termine del 31 gennaio indicato nelle direttive dell’Anac, l’autorità anticorruzione, sul sito dell’Amiu non figurano ancora le tabelle riepilogative degli incarichi esterni affidati nel 2016. A fronte di tutto ciò, il servizio di raccolta rifiuti è tra i peggiori che si ricordano nella storia degli ultimi decenni. Qualcuno fermi questo scempio. E se non è la politica capace di fermarlo, ci pensino altre autorità.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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