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Amiu, 200 in fila per la promozione

«Allo stato attuale ci sono circa 200 contenziosi aperti tra l’azienda ed i lavoratori che hanno chiesto l’avanzamento di livello».

Si potrebbe dire che all’Amiu un lavoratore su tre ha chiesto la promozione. Stando a quanto ha dichiarato il presidente dell’Amiu, Carmine Pisano, nel corso di una intervista rilasciata a Taranto Buonasera, dei 530 dipendenti in forza all’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti, un terzo ha chiesto l’avanzamento di carriera per aver svolto mansioni superiori rispetto a quanto previsto dal contratto. Nell’edizione di ieri abbiamo raccontato di come, poco prima di Natale, una trentina di dipendenti abbiano ricevuto una promozione a seguito di richiesta “stragiudiziale”.

Oggi, a spiegarci i retroscena della vicenda, è stato il numero uno dell’Amiu. «L’azienda continua a soffrire perchè ha un problema pressante di tipo economico-organizzativo, ovvero le richieste, inoltrate dai dipendenti, per l’ottenere mansioni superiori. Si tratta di contenziosi aperti con l’azienda. Ad oggi – svela Pisano – le posizioni aperte sono circa 200. Il cda, già da tempo, aveva deliberato per questa prima tranche di promozioni che a dicembre ha riguardato circa 25 dipendenti. Per ognuno di quei lavoratori era stata stilata una relazione. Noi non abbiamo fatto altro che prendere atto delle risultanze del lavoro svolto dall’ufficio legale dell’azienda». In questa prima fase l’Amiu ha preso in considerazione le cosiddette “stragiudiziali”, ovvero i procedimenti promossi dai dipendenti senza l’avvio di una causa.

«A dicembre ne abbiamo chiusi 25 su 80. Gli altri saranno completati successivamente. I procedimenti “stragiudiziali” sono più semplici da chiudere e, soprattutto, meno dispendiosi. Ogni ricorso ha costi notevoli, in termini di spese legali ma anche per il riconoscimento delle differenze retributive al dipendente. Mediamente – spiega il presidente dell’Amiu – il passaggio dal terzo al quarto livello, ad esempio, ci costa delle 30 alle 50mila euro. Ecco perchè cercheremo di proporre, prima di arrivare alla sentenza e dopo aver ricevuto parere favorevole dai nostri avvocati, un accordo con i lavoratori che chiedono un avanzamento di livello. Insomma, affronteremo anche i procedimenti giudiziali».

Riguardo alla pianta organica «siamo in attesa di rivedere quei numeri in diminuzione. Abbiamo già fatto una “cura dimagrante” ma ora attendiamo il nuovo contratto di servizi per adeguarlo ai numeri». E. in merito all’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Taranto, su incarichi e consulenze assegnati dall’Amiu a tre professionisti, il presidente Pisano assicura «da una verifica svolta con gli altri componenti del cda è emerso che molti di quegli incarichi sono stati assegnati attraverso regolare gara. Sicuramente per il futuro sarà nostra intenzione, per quanto ci sarà consentito (il mandato del cda scade il prossimo 28 febbraio, ndr) avviare procedure ad evidenza pubblica per l’assegnazione di qualsiasi incarico o consulenza all’interno dell’Amiu. Faremo altrettanto per quanto riguarda i settori ragioneria e contabilità. Anche per questo abbiamo già pubblicato un avviso per la creazione di un elenco di professionisti dal quale attingere. In ogni caso, entro la fine di gennaio, procederemo alla pubblicazione sul sito internet di tutti gli incarici assegnati nell’arco del 2016, così come impone la normativa dell’Anac».

Discorso a parte merita il concorso per il nuovo direttore generale. Il via libera del sindaco è arrivato lo scorso 16 novembre. Quindi, in rapida successione, l’ok del cda. A distanza di due mesi, però, il bando non è ancora stato pubblicato. «Il bando di concorso sarà pubblicato entro oggi – annuncia Pisano. Abbiamo evitato di pubblicarlo prima delle festività natalizie per non precludere a nessuno la possibilità di partecipare».