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Gli spartani d’Oltralpe che guardano a destra

«Uno dei motivi di orgoglio del gruppo che gestisce la Traboule è la palestra: l’hanno chiamata Agogé, dal nome dell’educazione collettiva dell’antica Sparta e l’hanno inaugurata solo tre settimane fa. Il volantino dice: “Struttura riservata ai patrioti”. “I corsi già pieni sono quelli di autodifesa per le ragazze”, conclude Cattin. “Questo è il mondo reale, che ai politici piaccia o no, e i giovani che ne sono consapevoli vengono a cercarci e votano Front National”».

Si chiude così il reportage da Lione pubblicato da Il Fatto Quotidiano, che ha incontrato i giovani della formazione di estrema destra Génération Identitaire a La Traboule, luogo di aggregazione degli ‘Identitari’ che guardano con simpatia a Marine Le Pen, controversa candidata del Front National alle prossime elezioni presidenziali di aprile. A corredo del pezzo, sul sito online del Fatto, una foto della palestra Agogè. E, per chi legge da Taranto l’interessante resoconto del viaggio nella Francia profonda che guarda al Front per manifestare disincanto e frustrazione nei confronti di una classe politica ai minimi termini per credibilità e appeal, balzano all’occhio due cose. L’elmo spartano, ed il lambda, lettera dell’alfabeto greco. Simboli adottati anche da chi, non a Lione ma a Taranto, guarda a Sparta quasi fosse un paradiso perduto. Un movimento che dalle nostre parti è caratterizzato dal genuino spontaneismo di tante associazioni che si è esaltato nella recente Spartan Race; ma c’è anche chi della spartanità ha fatto il proprio brand politico.

Un nome? Rosa D’Amato, europarlamentare e donna forte del Movimento Cinquestelle tarantino che punta a sbancare altre elezioni: le amministrative che decideranno il nuovo sindaco post-Stefàno. Donne ‘di lotta’ che aspirano a diventare – direttamente o no – ‘di governo’. Con un occhio al passato. Sia ben chiaro, nessuno vuole mettere in discussione la “purezza” dei pentastellati che si vantano della loro diversità e del non essere riconducibili ad ideologie (si rischia di finire nelle liste di proscrizione del presidente della Camera, Luigi Di Maio; nè sappiamo come prenderebbero un accostamento gli Identitari…), e probabilmente se non fosse stato per Il Fatto Quotidiano, organo di stampa non sgradito ai Cinquestelle, i seguaci grillini di casa nostra neppure saprebbere dell’esistenza di Génération Identitaire. Resta, sullo sfondo, un evidente, innegabile richiamo comune al mito dei ‘Trecento’.