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«L’Ancora sta fallendo. Siamo pronti a tutto»

«La cooperativa L’Ancora Service, per la quale ancora oggi lavoriamo, è fallita e quindi si stanno per materializzare una serie di licenziamenti collettivi previsti per il prossimo 31 marzo».

Da ormai diversi giorni, gli operai addetti alla selezione del multimateriale presso l’impianto Pasquinelli (gestito dall’Amiu) chiedono un incontro con il sindaco «senza ricevere alcun riscontro – spiegano Gaetano Malecore e Francesco Balestra, dello Slai Cobas. Abbiamo tenuto sit-in e assemblee davanti all’ingresso di Palazzo di Città ma nulla». Il tempo stringe. «Ci troviamo in una gravissima situazione lavorativa, visto che la cooperativa L’Ancora Service, per la quale ancora oggi lavoriamo, è fallita e quindi si stanno per materializzare una serie di licenziamenti collettivi previsti per il prossimo 31 marzo».

La vertenza coinvolge, oltre ai 23 lavoratori dell’impianto Pasquinelli ma anche «una sessantina di altri lavoratori impiegati in attività di manutenzione dello allo stadio Iacovone, parco Cimino, addetti al vetroresina, al lavaggio mezzi e pulizie varie presso l’Amat». «Questo continuo silenzio da parte del Comune in aggiunta alla gravità della situazione che viviamo – sottolineano Malecore e Balestra – produce tra noi lavoratori una forte instabilità, coscienti che il tempo non è dalla nostra parte chiediamo che sia istituito con una certa urgenza un tavolo entro e non oltre venerdì prossimo».

L’obiettivo è quello di «porre le basi per avviare le procedure utili a traghettare tutti i lavoratori dei vari settori verso una situazione lavorativa stabile e continuativa e quindi bisogna salvaguardare tutti i posti di lavoro, gli operai non devono perdere neanche un giorno di lavoro e tutti gli attuali servizi devono essere salvaguardati e migliorati. Ecco perchè, visto e considerato che in ballo ci sono le nostre vite, il nostro futuro e quello dei nostri figli, comunichiamo fin da ora che, qualora anche questa richiesta di incontro dovesse essere ignorata, ci riterremo legittimati a manifestare ed intraprendere ogni forma di dissenso e a partire da lunedì 13 febbraio sciopereremo astenendoci dal lavorare nell’ultima ora del turno di riferimento. Ci riserviamo – concludono i lavoratori – di dare continuazione allo sciopero di un’ora a fine turno anche nei giorni successivi così come di attuare altre forme di lotta qualora non ci fosse nessuna comunicazione di incontro».