x

x

L’ultimo saluto a Leo nella chiesa Corpus Domini

C’è una indagine in corso sul decesso del ragazzo avvenuto il 22 settembre scorso all’ospedale “Ss. Annunziata”
Pronto Soccorso del SS. Annunziata

Ieri, nella chiesa Corpus Domini, l’ultimo saluto a Leonardo Preteso, il 19enne deceduto, in circostanze tutte da chiarire, giovedì 22 settembre all’ospedale Ss. Annunziata. I genitori hanno potuto fissare i funerali una volta ottenuto il nulla osta dall’autorità giudiziaria dopo l’esecuzione dell’autopsia sulla salma, disposta dal pubblico ministero Mariano Buccoliero, il quale ha aperto un procedimento penale per omicidio colposo sul decesso del ragazzo riscontrando l’esposto presentato dai genitori, assistiti da Studio3A e dall’avvocato Daniele D’Elia.

Il magistrato ha iscritto nel registro degli indagati dodici medici del Ss. Annunziata i quali hanno avuto in cura Leo nei suoi ripetuti accessi all’ospedale e che operano in sette diversi reparti: Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza (il Pronto Soccorso), Neurologia, Urologia, Anestesia/Rianimazione, Chirurgia Vascolare, Cardiologia e Radiodiagnostica. Nel pomeriggio di giovedì scorsoe, il pm ha conferito l’incarico della perizia autoptica a un pool di tre consulenti tecnici, che dovranno stabilire le esatte cause della morte e valutare le condotte dei sanitari intervenuti, per riscontrarne eventuali responsabilità. Oltre al dott. Antonio De Donno, medico legale, il magistrato inquirente ha incaricato anche il dott. Domenico Angiletta, chirurgo vascolare e la dott.ssa Claudia Serpino, neurologa. All’autopsia, per la famiglia del giovane era presente il dott. Aldo Di Fazio, quale medico legale di parte messo a disposizione da Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, a cui i genitori del ragazzo si sono rivolti per fare piena luce sui fatti, attraverso l’Area manager Puglia e responsabile della sede di Taranto, Luigi Cisonna.

Hanno partecipato anche altri cinque medici legali quali consulenti di parte di altrettanti indagati. Le operazioni peritali, iniziate alle 15, sono durate ben cinque ore, sono state particolarmente approfondite e hanno confermato come si tratti di un caso estremamente complesso. I consulenti tecnici avranno 60 giorni per depositare le loro conclusioni. “Leonardo, che era sanissimo e non soffriva di alcuna patologia- si legge in una nota di Studio3A- il 30 agosto era stato accompagnato di corsa dal padre e dalla madre al pronto soccorso del Ss. Annunziata avendo accusato, dopo essersi alzato dal letto, delle parestesie alle mani e alle braccia estese anche alla bocca e al volto: “scotomi agli occhi, tetraipostenia e difficoltà nella articolazione della parola per circa tre minuti, ipostenia brachio crurale destra per 4-5 minuti” per citare il referto del ro stradali, attività di ristorazione, stabilimenti balneari e agriturismi della provincia tarantina, infine, hanno consentito di accertare gravi carenze igienico strutturali in 9 imprese alimentari. Tramite il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione della Asl è stata disposta la chiusura delle attività commerciali per un valore di 3.000.000 di euro, sequestrati 200 chili di alimenti vari per un valore di 3.000 euro, poiché tenuti con termine minimo di conservazione scaduto e sottoposte a procedure di abbattimento e congelamento inadeguato secondo i principi dell’autocontrollo alimentari. pronto soccorso.

Il neurologo presso il quale il ragazzo è stato indirizzato per la visita specialistica, a fronte della regressione dei sintomi e dopo una tac risultata negativa, ne ha però disposto le dimissioni prescrivendogli di eseguire una risonanza magnetica “encefalo con angio” e di tornare con l’esito un mese dopo. I genitori hanno subito prenotato, privatamente per fare il più in fretta possibile, la rm, che il ragazzo ha effettuato il 6 settembre e che ha rivelato un “difetto di flusso dell’arteria carotide come da probabile dissezione”. Con quel referto il diciannovenne in ospedale è tornato già il 17 settembre essendosi ripresentati i sintomi che avevano determinato il primo accesso, ma il medico del reparto di Neurologia del Ss. Annunziata che lo ha seguito, anche in questa circostanza, non ha ritenuto di ricoverare il paziente per immediati e ulteriori accertamenti, ma, dopo una visita risultata ancora “negativa”, lo ha rimandato a casa prescrivendogli della cardio-aspirina e consigliando un “controllo angio rm dei vasi del collo”, con successiva valutazione neurologica presso l’ambulatorio delle malattie cerebrovascolari”. Leonardo Preteso però è stato condotto d’urgenza in ospedale ed è stato colto da due arresti cardiaci. Purtroppo Leo non ce l’ha fatta.