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I problemi del commercio ed il silenzio del sindaco

«Era un giorno speciale, a Palazzo di Città soffiava un vento leggero e una gran voglia di cose nuove: l’entusiasmo per il tesoro pescato in fondo al mare apriva nuovi scenari per la città; sarebbero arrivati flussi di turisti, come per i Bronzi di Riace, e dunque reperire nuove aree parcheggio era una necessità. Purtroppo il sogno è svanito e i parcheggi pure».

Sono trascorsi 15 giorni dall’incontro tra le associazioni del commercio ed il sindaco Stefàno. Lo scorso 26 gennaio, infatti, il primo cittadino, «incalzato da Casartigiani, Claai e Confcommercio, rispondeva al pressing delle associazioni che in quella, come in altre circostanze – attraverso: lettere, documenti, richieste di incontro, iniziative di mobilitazione, articoli di stampa – da dieci anni chiedono risposte reali ai tanti bisogni delle imprese e delle aree urbane del commercio e dell’artigianato. Naturalmente, che a distanza di due settimane non sia accaduto nulla non desta particolare sorpresa – osservano i presidenti delle tre organizzazioni, Domenica Annicchiarico, Riccardo Caracuta e Leonardo Giangrande – ben conoscendo con quanto ottimismo il primo cittadino tratta le varie questioni, grandi o piccole non importa, che attengono la città.

E poi, va detto, quello era un giorno speciale, a Palazzo di Città soffiava un vento leggero e una gran voglia di cose nuove: l’entusiasmo per il tesoro pescato in fondo al mare apriva nuovi scenari per la città; sarebbero arrivati flussi di turisti, come per i Bronzi di Riace, e dunque reperire nuove aree parcheggio era una necessità. Purtroppo il sogno è svanito e i parcheggi pure. Ci sarebbe da chiedersi – si legge nella nota congiunta di Casartigiani, Claai e Confcommercio – che fine ha fatto l’impegno scritto (del 6 dicembre 2016) del Consiglio comunale, uno specifico atto di indirizzo all’intera Amministrazione comunale di completare in tempi brevi le procedure, in forma partecipata, di provvedimenti aventi atti di programmazione attinenti: il Pums (Piano urbano mobilità sostenibile), con annesso Piano dei parcheggi, teso a migliorare la viabilità delle aree di interesse; il Distretto urbano del commercio e programmazione della rete commerciale; le condizioni di viabilità e parcheggio nelle zone a più alta densità commerciale; l’abusivismo commerciale e artigianale; il controllo delle corsie preferenziali nelle vie principali con modalità diverse dai cordoli.

Ci sarebbe da chiedersi se il Consiglio comunale ha ancora un senso e un peso in questa città, dove il solo Sindaco decide se i documenti votati dalla massima assise cittadina vanno assunti come impegno. Ci sarebbe da chiedersi che valore e che peso ha mai avuto questo Consiglio e questa Amministrazione che nel 2013 aveva assunto, attraverso un altro medesimo atto, l’impegno scritto ad affrontare il tema della detassazione, dell’abusivismo commerciale, della legalità, dei parcheggi. Ci sarebbe da chiedersi che peso hanno mai avuto consiglieri e assessori che in questi dieci anni hanno ascoltato, discusso e promesso progetti e impegni mai realizzati (area Baraccamenti Cattolica, parcheggio Artiglieria, ex parcheggio Upim, detassazione e incentivi per il commercio, interventi di riqualificazione urbana, lotta all’abusivismo e tanto, ma tanto altro ancora).

Ci sarebbe da chiedersi perché solo ora – concludono Annicchiarico, Caracura e Giangrande – a due mesi dalla conclusione di questa decennale esperienza amministrativa, alla città viene ‘regalato’ il taglio del nastro del cantiere del cine-teatro Fusco».