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Gli elicotteri sulla fabbrica

TARANTO – Indagine agli sgoccioli. Tensione alle stelle. Si vivono davvero ore cruciali per il futuro della grande fabbrica dell’acciaio. Il momento della verità è proprio alle porte. A strettissimo giro di posta dovrebbero essere notificate le decisioni del gip Patrizia Todisco sulle richieste della procura. Le voci che si inseguono da giorni parlano del possibile sequestro dell’area a caldo dello stabilimento. Il cuore del colosso che l’ultimo anno ha sfornato sette milioni di tonnellate di acciaio. Quei reparti, che vanno dai parchi minerali sino alle due acciaierie, passando per le cokerie e gli altiforni, sono indicati dalle perizie come la fonte dell’inquinamento industriale che produce morte e malattia.

L’eventuale sequestro, quindi, potrebbe costituire un colpo al cuore del gigante dell’acciaio, anche se in realtà le modalità del sequestro sono piuttosto complesse da ipotizzare e da realizzare. Resta il fatto che l’ipotetico intervento della magistratura ha lanciato ombre sul futuro della fabbrica, agitando gli animi degli 11.634 lavoratori diretti dell’Ilva. Ieri la loro esasperazione si è manifestata nelle due ore di sciopero proclamate dai sindacati di categoria. Hanno bloccato le statali 100 e 106. La manifestazione è rientrata intorno a mezzogiorno. Anche stamattina in fabbrica la tensione è davvero alta. Intorno allo stabilimento c’è un cordone di sorveglianza completato dall’alto dalla presenza di un elicottero della Polizia. Il controllo dall’alto è indispensabile anche nell’eventualità di un ulteriore blocco delle due statali per gestire i problemi di viabilità.