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Arcelor, effetti speciali per l’Ilva

Un montaggio in stile Hollywood, inquadrature ‘studiate’, lo stato maggiore del managment che con parole suadenti descrive una fabbrica che sarà radicalmente rinnovata, non inquinante, produttiva ed attenta alla comunità che la ospita.

ArcelorMittal punta a stupire con effetti speciali, in un video su Youtube nel quale viene descritto perchè Am Investco, la joint venture con Marcegaglia, è “la scelta giusta” per l’Ilva. Per l’acquisto dello stabilimento tarantino e degli asset ad esso collegati la cordata che fa capo ad ArcelorMittal ha offerto circa 1,6 miliardi di euro; la rivale AcciaItalia di cui fa parte Jsw Steel ha messo sul tavolo 1,2 miliardi.

Nel video in realtà non ci sono particolari elementi di novità se non l’illustrazione della tecnologia Lansatech che, pur non eliminando il carbone, ridurrebbe l’inquinamento tramite un sostanziale ‘riciclo’ delle sostanze nocive. L’offerta di Am Investco Italy – il tandem composto da Arcelor e il Gruppo Marcegaglia, a cui potrebbe unirsi in caso di assegnazione Intesa San Paolo – è quella più alta, e si accompagna a investimenti annunciati per 2,3 miliardi di euro, ha spiegato nei giorni scorsi l’agenzia di stampa Reuters. AcciaItalia (composta, oltre che da Jsw, da Cassa Depositi e Prestiti, Arvedi e Delfin) ha presentato un’offerta inferiore, ma, secondo due fonti, ha promesso investimenti per circa 3 miliardi. Leonardo & Co., advisor dei commissari straordinari di Ilva, ha tempo fine al 6 aprile per valutare le offerte. La decisione definitiva sull’assegnazione arriverà tra metà e fine aprile, dicono due fonti.

La scelta sarà poi sancita definitivamente con un decreto del ministero per lo Sviluppo Economico. Successivamente scatterà un periodo di 30 giorni per verificare la rispondenza del piano ambientale presentato dall’azienda assegnataria alle indicazioni del ministero dell’Ambiente, che entro l’autunno emetterà un proprio decreto. A quel punto, scatterà l’esecutività del contratto di acquisizione. A condizione che il vincitore della gara passi il vaglio dell’antitrust europeo. Entrambe le cordate sono state già ascoltate preliminarmente e lo saranno di nuovo nelle prossime settimane dalla DG Concorrenza – hanno riferito due fonti – che dovrà poi pronunciarsi definitivamente dopo l’assegnazione.

Se non ci saranno problemi di sorta, il via libera di Bruxelles arriverà entro 25 giorni lavorativi dalla notifica, come vuole la procedura. Se però il caso dovesse essere più complicato, scatterebbe una seconda fase, che può arrivare fino a oltre 100 giorni lavorativi. AcciaItalia non dovrebbe avere problemi di sorta sull’eventuale rischio di posizione dominante, dato che Jsw, il partner industriale dell’operazione, è praticamente assente nella Ue. ArcelorMittal, gigante mondiale della siderurgia, potrebbe invece essere costretta ad alcune concessioni, secondo una fonte che segue il dossier. La banca d’investimenti globali Jefferies ritiene che con l’acquisizione di Ilva la società arriverebbe al 40% circa del mercato europeo dell’acciaio.

Ma con una nota il colosso francoindiano ha smentito questa ipotesi. Confermata, invece, l’esposizione di Marcegaglia nei confronti di Ilva citata dall’Espresso, anche se la cifra sarebbe ben inferiore ai 150 milioni di euro citati dal settimanale. Lo hanno affermato fonti vicine all’Ilva di Taranto all’agenzia Ansa spiegando che il debito del gruppo Marcegaglia nei confronti di Ilva è significativamente inferiore ai 150 milioni ed è congruente con i volumi di fatturato acquistati. L’intera esposizione del gruppo Marcegaglia che da molti anni è il primo cliente di Ilva, anche includendo le fatture non scadute, è comunque coperta da specifiche garanzie finanziarie. Secondo quanto appreso da Siderweb, noto e attendibile sito specializzato, la cifra sarebbe addirittura inferiore alla metà rispetto a quanto trapelato inizialmente e rientrerebbe in esposizioni fisiologiche che si presentano nei rapporti tra i grandi clienti e i fornitori alla luce dei volumi di acquisto.