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«Vaccini: più vantaggi che rischi»

«I vantaggi delle
vaccinazioni sono di gran
lunga superiori agli effetti
collaterali che possono verificarsi
in seguito alla loro
somministrazione. A Taranto
siamo all’avanguardia per quel
che riguarda la diffusione del
vaccino anti Papilloma Virus
Umano (HPV)».

Il dottor Michele Conversano,
direttore del Dipartimento di
Prevenzione dell’Asl di Taranto
è critico nei confronti del servizio
che Report, trasmissione
Rai, ha mandato in onda lo
scorso 17 aprile, sul vaccino
anti HPV.
Quest’ultimo è uno strumento
efficace per combattere il virus
che causa una delle malattie
più aggressive e più diffuse:
il cancro al collo dell’utero.

Quella del dottor Conversano
è una difesa energica di una
pratica medica che la stessa
trasmissione definisce come
la più grande scoperta scientifica
degli ultimi 300 anni: i
vaccini, grazie ai quali sono
state debellate malattie come
il vaiolo e la poliomielite.
«Non capisco questo accanimento:
in Italia il costo totale
delle vaccinazioni, per la prevenzione
di una quindicina di
patologie diverse, si aggira nel
2015 (ultimi dati disponibili),
intorno ai 380 milioni di euro,
cioè l’1,4% della spesa sanitaria
totale, mentre i farmaci
antiulcera e antiacidi che curano
solo una tipologia di malattie
costano al SSN oltre un
miliardo di euro; basterebbero
queste cifre ad allontanare i
dubbi sul presunto business
delle case farmaceutiche che
commercializzano i vaccini –
sottolinea Conversano».

Il programma tv, che ha sollevato
un’accesa polemica, si
sofferma in realtà sulla farmacovigilanza
relativa all’anti
HPV, cioè sul complesso di attività
che valutano il rapporto
rischio-beneficio del vaccino.
Gli effetti collaterali sarebbero
sottovalutati e i casi in cui si
verificano non accuratamente
registrati.
«Il sistema di vigilanza sulle
manifestazioni indesiderate
è capillare – assicura il dottor
Conversano.
La verità è che l’assunzione di
certi medicinali cosiddetti da
banco comporta effetti collaterali
decisamente superiori a
quelli ai quali ci espongono i
vaccini».

Che la prassi medica relativa
alla farmacovigilanza richieda
forse dei correttivi è un’esigenza
sentita da più parti.
A breve, in Puglia, annuncia il
responsabile del Dipartimento
di Prevenzione, verrà avviato
un nuovo progetto in questo
senso, di cosiddetta farmacovigilanza
attiva; non il primo
naturalmente.
Il vaccino anti HPV interessa
in Italia 12,5 milioni di donne
e da gennaio anche gli uomini,
ai quali il Ministero della
Salute ne ha esteso la somministrazione
gratuita.
A Taranto, benchè nell’ultimo
periodo ci sia stato un lieve
calo, abbiamo coperture vaccinali
(antinfluenzali inclusi),
superiori alle medie regionali
e nazionali. L’Asl locale garantisce
una copertura del 95%
dei soggetti vaccinabili, la
soglia indicativa sotto la quale
non si dovrebbe mai scendere
per avere livelli adeguati di
sicurezza sanitaria. In realtà
anche qui le polemiche su questo
tema hanno scoraggiato i
vaccini, e sono le aree della
provincia a mantenere saldo
quel 95%.

«Facciamo informazione sull’HPV
presso le scuole medie
– fa sapere Conversano – organizzando
incontri ad hoc,
con medici e infermieri. Gli
stessi dirigenti scolastici sono
sensibili al tema. Anche in
questo caso la percentuale di
ragazzi di 11/12 anni vaccinati
è superiore rispetto a quella
delle altre città; abbiamo
cominciato circa 8 anni fa e
proseguiamo su questa strada.
Anche le 40enni possono
avere accesso all’anti HPV, non
gratuitamente come i ragazzi,
ma pagando solo il costo del
vaccino, che se acquistato
in farmacia sarebbe elevato.
Ai giovanissimi proponiamo
anche il vaccino contro il meningococco
e richiami contro
difterite, tetano e pertosse».
Recentemente a Taranto, come
nelle altre città italiane, si è
assistito ad una sorta di corsa
al vaccino contro il meningococco
di tipo B. I casi di
meningite in Toscana hanno
creato allarme e alimentato
paure, spesso ingiustificate.

Dal 2 al 5 gennaio, solo nel
nostro capoluogo, sono state
vaccinate 3750 persone (di cui
1700 contro il meningococco,
e oltre 2000 hanno ricevuto
richiami), a fronte delle 700
circa degli anni passati.
Il responsabile del Dipartimento
di Prevenzione l’ha definito
un vero e proprio assalto.
Insomma se il vaccino può
fare paura, la malattia evidentemente
continua a farne
ancora di più.