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La fucina degli ingegneri Politecnico: qui il futuro è assicurato

Più del 95% dei laureati trova lavoro nell’arco di cinque anni
Il Politecnico

«La qualità che abbiamo in questa sede è la stessa che incontriamo a Bari e negli altri Politecnici d’Italia». Il professor Gianluca Percoco, da alcuni mesi nuovo presidente del Centro Interdipartimentale Magna Grecia di Taranto (la sede jonica del Politecnico), è categorico: chi studia nella sede tarantina del Politecnico d Bari non ha alcuno svantaggio rispetto agli studenti che frequentano altre sedi.

C’è un dato che lo dimostra e il presidente ci tiene a sottolinearlo: «Più del 95% dei nostri laureati trova lavoro nell’arco di cinque anni, sia nelle imprese locali che fuori. La grande industria è quella che assorbe di più. Anzi, nella sede di Taranto, in special modo alle lauree magistrali, non ci sono sufficienti iscritti per soddisfare la domanda». Quanto basta per convincere anche i più scettici. Il Politecnico, a Taranto, è una realtà consolidata che coltiva intelligenze e fornisce competenze adeguate a soddisfare la domanda di lavoro per i profili più qualificati. «Quest’anno – spiega il professor Percoco – abbiamo attivato un nuovo corso: ingegneria informatica. È un corso in collaborazione con Ibm». Ecco l’altro dato qualificante del Centro Interdipartimentale Magna Grecia di Taranto: la connessione e il rapporto di collaborazione con grandi aziende ed enti. Ecco alcuni esempi: «La Leonardo paga borse di dottorato che si svolgono in azienda, l’Eni ci invia docenti per i moduli di ingegneria meccanica magistrale. Abbiamo un ottimo rapporto anche con la Marina Militare: il prossimo anno ci sarà un nuovo corso in ingegneria industriale e navale a Mariscuola che ospiterà studenti militari e civili. Questo è un orgoglio per la città».

Di qualche giorno fa è la notizia della convenzione sottoscritta tra Politecnico e Acciaieria d’Italia per progetti di ricerca. Una partnership sottoscritta davanti a decine di giovani ingegneri “usciti” proprio dalla sede di Taranto del Politecnico. La presenza del Politecnico a Taranto segue dunque una mission di integrazione col territorio, non si tratta di una presenza avulsa dal contesto. Dice il professor Percoco: «Vogliamo tenerci qui i nostri ragazzi, perché se vanno via i migliori chi rimane per i ruoli dirigenziali a tracciare un percorso di sviluppo per il territorio? Come istituzione formativa dobbiamo essere vicini al territorio per evitare la fuga dei cervelli, perché dei laureati la gran parte va via da Taranto e solo una minoranza resta qui. C’è bisogno di invertire la tendenza». Anche per rendere più stretto il legame con la città, il Politecnico ha sottoscritto una convenzione con il Comune per utilizzare due sedi in Città Vecchia: Palazzo Delli Ponti e Palazzo Galeota, che dopo un necessario adeguamento diventeranno, a breve, la sede didattica, amministrativa e di rappresentanza del Politecnico, mentre l’attuale sede, al quartiere “Paolo VI”, continuerà ad ospitare i laboratori. «Avere una sede nel cuore della città – spiega il professor Percoco – è importante per creare una autentica comunità universitaria.

Qui al quartiere Paolo VI i ragazzi restano un po’ isolati dal contesto universitario. In Città Vecchia, invece, avranno la possibilità di confrontarsi e “contaminarsi” con gli studenti di altri corsi di laurea e queste sono opportunità di arricchimento, di scambio di idee, di opinioni, di competenze: un ingrediente fondamentale per formare una nuova classe dirigente che possa progettare il futuro di Taranto». Intanto quest’anno la sede ionica del Politecnico ha fatto registrare un centinaio di nuovi iscritti, con un trend in crescita. Tra loro, tutti coloro che sosterranno almeno due esami entro agosto 2023, riceveranno una borsa di studio erogata grazie alla convenzione con il Comune di Taranto. Gli iscritti sono distribuiti nei corsi della attuale offerta formativa: ingegneria dei sistemi aerospaziali (tre anni), ingegneria civile e ambientale (tre anni); lauree magistrali: ingegneria meccanica, tutela e risanamento dell’ambiente naturale e del costruito.

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