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A Taranto meno incidenti, ma più morti. I dati ufficiali

A Taranto nel 2016 sono stati registrati meno incidenti stradali, ma più gravi. Con una mortalità del 70 per cento in più rispetto a 12 mesi prima.

L’AREM (Agenzia regionale per la Mobilità), sulla base dei dati trasmessi dalla Polizia Stradale, dai Carabinieri e dalle Polizie municipali, ha pubblicato i dati del 2016 relativi agli incidenti stradali in Puglia.

Sono 9.932 gli incidenti stradali gravi che hanno provocato il decesso di 254 persone ed il ferimento di altre 16.768.

Ecco il quadro di Taranto: Nel 2016 si sono verificati 1.173 incidenti con 41 persone che hanno perso la vita, mentre i feriti sono stati 1.971. Nel 2015 gli incidenti erano stati 1.175 con 24 morti e 2.036 feriti.

Nella provincia di Taranto è stata la SS. 007 la strada più incidentata con 102 sinistri, 10 decessi e 190
feriti, a seguire si è segnalata la SS. 172 con 24 sinistri, 1 morto e 45 feriti e la S.S.106 che ha registrato
18 incidenti, 1 decesso e 35 feriti.

La situazione in Puglia:

Nel 2016, rispetto al 2015, il numero degli incidenti con lesioni a persone è aumentato del 4,3%; il numero dei morti è purtroppo aumentato del 9,5% ed il numero dei feriti del 7,2%. Questo incremento nel 2016 si verifica dopo un decennio di costante riduzione degli incidenti in Puglia. L’analisi dei dati consente di effettuare alcune importanti riflessioni sulle principali cause che provocano incidenti stradali attivando strategie di intervento per di ridurre incidentalità, decessi e gravi lesioni che determinano gravissime conseguenze sul piano umano e sociale.

Il 70,1% degli incidenti stradali si è verificato all’interno dei centri abitati, il 29,0% fuori dagli abitati e lo 0,9% lungo le autostrade pugliesi. Rispetto al 2015 si è registrato un incremento della mortalità su tutti gli ambiti stradali con valori pari al 18,9% in ambito urbano e dell’8,9% in ambito extraurbano mentre in autostrada si rileva un decremento del 33,3%. Si rileva anche come il secondo semestre dell’anno faccia registrare un maggior numero di incidenti mortali (pari al 56,8%) e di decessi (pari al 63,3%). Anche rispetto al 2015 il secondo semestre del 2016 ha fatto registrare un incremento del 6,5% nel numero di sinistri mortali e del 9,5% nel numero di morti. I mesi estivi di Giugno, Luglio e Agosto sono stati i peggiori per numero di incidenti gravi e agosto il peggiore in assoluto con 36 morti su strada rispetto ai 19 registrati nel 2015.

Gli incidenti mortali si sono verificati, per il 49,3% dei casi, tra due o più veicoli, mentre nel 41,0% dei casi ha coinvolto un singolo veicolo; per il restante 9,7% dei casi si è trattato dell’investimento di pedoni. Rispetto al 2015 si è registrato un importante incremento (+25,5%) degli incidenti che hanno interessato singoli veicoli dovuti in molti casi a distrazione. Tra i deceduti il 73,6% si trovava a bordo di un’autovettura, il 10,7% su un motociclo, l’1,6 su un ciclomotore, l’1,6 su una bici e l’8,6% era a piedi.

“L’analisi di dati così drammatici- sottolineano Emiliano e Nunziante, -portano a considerare la distrazione tra le principali cause di incidenti, insieme all’eccesso di velocità”.

Infatti tra le principali circostanze che hanno determinato incidenti mortali, si registrano: il mancato rispetto dei limiti di velocità o l’eccesso di velocità con sbandamento e uscita di strada del veicolo; la distrazione alla guida ed il mancato rispetto della distanza di sicurezza; la mancata precedenza allo stop o al semaforo e la circolazione contromano. In particolare nel 2016 rispetto all’anno precedente si è rilevato un netto incremento degli incidenti per “guida distratta” pari al 33,3%. L’aumento degli incidenti per eccesso di velocità è stato pari al 26,4% mentre per mancata precedenza l’incremento è stato del 12,7%. Tra i motivi di distrazione diventa sempre più preoccupante l’uso dei cellulari durante la guida.

“Il rapporto sull’incidentalità nel 2016 pubblicato dall’AREM, evidenzia come il fattore umano influisca sensibilmente sull’aumento degli incidenti e sulla mortalità ad essa legata. Quindi –continuano Presidente e Vice presidente- bisogna favorire gli interventi di messa in sicurezza delle strade ma, soprattutto, bisogna incidere sull’atteggiamento culturale della popolazione.

“A tal fine- aggiunge Nunziante- l’Assessorato alla mobilità e l’Arem, hanno attivato iniziative tese a sensibilizzare la popolazione ad una maggiore consapevolezza dei rischi che si corrono guidando senza la necessaria attenzione. Ad aprile è stata promossa una campagna di comunicazione realizzata dalla Fondazione “Ciao Vinny” con un video spot dal titolo “Fermati un attimo e Pensa. Ama la vita e riempila di colore”. Inoltre proseguiranno, anche per l’anno scolastico 2017-2018, le attività di educazione alla sicurezza stradale rivolte a studenti della scuola secondaria con il progetto “La strada non è una giungla”, realizzato dall’Agenzia Regionale per la Mobilità in collaborazione con Direzione regionale Scolastica.”

Il rapporto completo redatto dall’AREM contenente le mappe tematiche sull’incidentalità stradale è disponibile qui.

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