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Vecchia e nuova mala, ottantasette dal giudice

TARANTO – Venerdì 21 aprile udienza preliminare per il processo “Feudo”. Ottantasette imputati dovranno comparire dinanzi al gup del tribunale di Lecce, dottor Stefano Sernia, nell’ambito del processo al clan Cesario e a storici esponenti della mala tarantina come Nicola De Vitis e Orlando D’Oronzo.
Al clan Cesario sgominato dalla Guardia di Finanza vengono contestati traffico di droga, racket, usura, riciclaggio di denaro, armi. Il gruppo era in contatto con il clan tarantino D’Oronzo-De Vitis e un clan calabrese. Giri illeciti in Città Vecchia, Tamburi, Paolo VI e Statte. A giugno dello scorso anno trentotto gli arrestati e quarantotto gli indagati a piede libero.
Giuseppe Cesario, detto Pelè, deceduto il 29 marzo del 2014, era il capo indiscusso.
“Io sono il padrino” aveva detto più volte agli affiliati. Cesario controllava tutte le attività del clan, decideva sulla destinazione dei proventi molti dei quali reimpiegati in attività economiche lecite, dava i compensi, compreso quelli utilizzati per il sostentamento delle famiglie degli affiliati che erano in carcere. Secondo l’accusa il capo, attraverso Vincenzo Di Comite e Egidio Guarino provvedeva anche a dirimere controversie interne alla organizzazione.
Altri elementi di spicco erano Cosimo Bello il quale aveva il grado di “santista” e Carlo Mastrochicco. Cosimo Morrone invece aveva il compito di organizzare la vigilanza sul boss che spesso era costretto a ricoveri in ospedale.
I tre luogotenenti curavano per conto del clan l’approvvigionamento di armi e droga e intrattenevano rapporti con esponenti della ‘’ndrangheta. Gianni e Luciano Bello gestivano il traffico di droga.
Francesco Gesualdo, Cataldo Marzella e Domenico Scarci erano gli autisti dell’organizzazione. Salvatore Musciac­chio che aveva il grado di “camorrista” e Alessio Ferrigni che aveva il grado di “picciotto” erano i guarda­spalle. Anna Rabindo (convivente di Cesario) e Daniela De Gennaro erano le consigliere del clan. Domenico, Raffaella e Francesca Cesario e Vittoria Russo, i cassieri del gruppo.

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