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Droga da Scampia, chieste condanne per centinaia di anni di carcere

Droga da Scampia:
chieste le condanne nella
requisitoria del pm, dottor
Alessio Coccioli.

Nell’udienza
del processo “Pontefice”
tenutasi stamattina dinanzi
al gup del tribunale di Lecce
chiesti 20 anni per Ciro Boccasini;
8 anni per Giovanni
Brancato; 8 anni per Franco
Caianello; 10 anni per Agostino
Cardellicchio; 7 anni
e 4 mesi per Angelo Cellamare;
8 anni per Alessandro
Chiulli; 8 anni per Valentino
Chiulli; 20 anni per Leonardo
Ciaccia; 10 anni per
Massimiliano Cocciolo; 6
anni per Antonio Cosa; 20
anni per Pasquale De Leonardo;
6 anni e 8 mesi per
Cosimo De Pane; 4 anni per
Valter De Pasquale; 10 anni
per Assunta Edma Esposito;
10 anni per Angelo Fago; 4
anni per Arcangelo Fago; 20
anni per Nicola Fago; 6 anni
per Marcello Fagotti; 8 anni
per Angelo Lupoli; 20 anni
per Ivano Lupoli; 20 anni
per Pietro Lupoli; 7 anni e
4 mesi per Pietro Magnati;
20 anni per Egidio Masella;
8 anni per Domenico Milella;
8 anni per Cosimo Pavese; 6
anni e 8 mesi per Raffaele
Portacci; 8 anni per Cosimo
Resta; 6 anni e 8 mesi per
Maria Resta; 6 anni e 8 mesi
per Garbita Scarnera.

Nel
collegio di difesa, tra gli altri,
gli avvocati Salvatore Maggio,
Gaetano Vitale, Marino
Galeandro, Patrizia Boccuni
, Pasquale Blasi, Fabio Cervellera,
Massimiliano Scavo e
Giuseppe Leoni.
Nel processo Pontefice trentatrè
dei trentacinque imputati
hanno chiesto il rito
abbreviato.
L’operazione è scattata a
ottobre del 2016 quando i
carabinieri hanno arrestato
18 persone tra Taranto, Bari e Napoli con l’accusa di
associazione finalizzata al
traffico di stupefacenti.
Sgominate tre bande che
facevano base nel quartiere
Paolo VI.

La sostanza stupefacente
veniva acquistata
da persone ritenute vicine
a clan e del quartiere Scampia
di Napoli e del quartiere
Japigia di Bari.
In uno dei rioni dello spaccio,
secondo l’accusa gli
affari erano gestiti da Leonardo
Ciaccia e dal suo
braccio destro Nicola Fago.
La base del gruppo era un
circolo ricreativo dove i
giovani, provenienti anche
dal Brindisino e dalla Basilicata,
andavano ad acquistare
cocaina e marijuana.
Il gruppo poteva contare su
corrieri, staffette, custodi
e cassieri.