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La sfida da vincere: quella della mobilità sostenibile

Un settore che ha un enorme impatto sulla vita dei cittadini. Il protocollo con il Ministero per i super-treni, lo strumento dei PUMS
Anita Maurodinoia

BARI – «Dopo la sanità, il settore dei trasporti rappresenta la maggior voce di spesa regionale e ha un impatto enorme sulla vita quotidiana dei cittadini che si muovono con mezzi propri o che utilizzano i servizi di trasporto pubblico locale o di trasporto collettivo. Parliamo, in Puglia, di 150 milioni di euro di risorse regionali che aggiungiamo al miliardo di euro che ci è trasferito dallo Stato: sapere cosa e come rafforzare, attraverso un’intelligente lettura della realtà realizzata attraverso dati affidabili e condivisi, è decisivo». Lo ha detto il vicepresidente della Regione Puglia e assessore al Bilancio, Raffaele Piemontese, intervenendo al seminario “Investire nella formazione, nelle infrastrutture e nei servizi di trasporto: i Conti Pubblici Territoriali in un’ottica sostenibile”, organizzato nella “Casa della Partecipazione” della Regione Puglia, nell’ambito dell’85ma Fiera del Levante di Bari.

«Si tratta di un ammontare di risorse notevole al servizio dei territori e delle esigenze di cittadini e imprese – ha aggiunto Piemontese – che impatta notevolmente su una dimensione ormai divenuta di fondamentale importanza: quella della sostenibilità che rappresenta la nuova sfida cui siamo tutti chiamati. Basta pensare che, nell’ambito dell’Agenda Onu 2030, abbiamo tutti l’obiettivo di fornire, entro i prossimi 8 anni, l’accesso a sistemi di trasporto sicuri, sostenibili, e convenienti per tutti, con particolare attenzione alle esigenze di chi è in una situazione più debole o vulnerabile». Il seminario, aperto dal direttore del Dipartimento Bilancio, Affari generali e Infrastrutture della Regione Puglia, Lino Albanese, ha raccolto, collegati in streaming, i rappresentanti dei Nuclei dei CPT di tutte le Regioni italiane coinvolte nel progetto di ricerca sulla mobilità di cui è capofila la Regione Puglia attraverso la guida del dirigente della Sezione Statistica, Massimo Bianco. In Fiera, era presente Andrea Vecchia, responsabile del Sistema CPT dell’Agenzia per la Coesione Territoriale che coordina a livello nazionale tutti i Nuclei regionali. Sono intervenuti con loro relazioni: Silke Bustamante della The Berlin School of Economics and Law, Fabio Pizzutilo del Dipartimento Economia, Management e Diritto dell’Impresa dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”, Rosa Cazzolla funzionario della Sezione Bilancio e Contabilità della Regione Puglia e Elisabetta Venezia del Dipartimento di Economia e Finanza di UniBa, che ha illustrato quanto la distribuzione in Italia della spesa a livello territoriale riveli differenze anche notevoli, che è utile indagare anche in termini di servizi minimi da garantire ai cittadini e soprattutto con livelli qualitativi accettabili. In generale, l’elaborazione e l’interpretazione dei dati aiuta a indirizzare meglio le azioni pubbliche.

Nel corso della discussione, si è visto, ad esempio, che, a parità di spesa sulla viabilità e a parità di tasso di incidentalità stradale, si sono evidenziate differenze sulla mortalità: segno che bisogna investire su educazione stradale e stili di vita, potenziando perciò azioni pubbliche in tema di istruzione e formazione. Trasporti vuol dire anche mobilità sostenibile. In questa ottica i Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS) sono strumento di disseminazione dei principi della mobilità sostenibile e perciò strumento di cui necessariamente i Comuni pugliesi devono dotarsi al fine di contribuire alla progressiva decarbonizzazione del sistema della mobilità e del trasporto delle merci. Forte di questi principi, la Giunta regionale ha avviato l’iter per l’approvazione di un nuovo Avviso pubblico rivolto ai Comuni pugliesi (in forma singola o associata e con popolazione inferiore ai 100.000 abitanti) per incentivare la redazione del PUMS nei Comuni non ancora dotati e non destinatari di alcun contributo statale o regionale, ma anche per avviare un monitoraggio del PUMS nei Comuni già dotati da almeno due anni. Stanziamento complessivo 200.000 euro. Il primo Avviso pubblico rivolto ai Comuni pugliesi per l’assegnazione di contributi per la redazione dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS) oppure per l’acquisizione di dati di traffico e indagini di mobilità utili alla redazione dei Piani risale al 2019 e aveva avuto un buon riscontro. Vi avevano partecipato 105 enti locali in forma singola o associata per un totale di 71 istanze, di cui ne sono risultate ammissibili 55 e ammesse a finanziamento 15 in prima battuta e altre 12, grazie a due incrementi della dotazione finanziaria.

«I Comuni ci hanno chiesto nuovi incentivi – spiega l’assessore regionale ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile, Anita Maurodinoia –, perché sono più di 100 quelli che hanno almeno avviato il percorso di redazione del PUMS e un 50% circa delle istanze risultate ammissibili nel Bando 2019 non si è riusciti a finanziarle. Ora però occorre dotarsi di PUMS aggiornati anche rispetto alla normativa in vigore, in raccordo strutturale con le previsioni del Piano Attuativo 2021-2030 del Piano regionale dei Trasporti, confermando obiettivi tesi alla mobilità sostenibile e alla progressiva sostituzione dei mezzi alimentati da combustibili fossili con mezzi alimentati da fonti di energia ecosostenibili. Così come indicato anche nella proposta di Programma Regionale FESR FSE+ 2021-2027 la Regione Puglia e gli enti locali dovranno promuovere una mobilità urbana multimodale sostenibile quale parte della transizione verso un’economia a zero emissioni nette di carbonio». Il PA 2021-2030 fornisce una serie di indicazioni generali agli Enti Locali per cercare di coordinare e uniformare soluzioni atte a risolvere criticità a livello urbano come: BRT, uso urbano della ferrovia, nodi di scambio ferrogomma-bici, decarbonizzazione del parco autobus, raccordo tra rete ciclabile regionale e rete ciclabile principale in campo urbano, ciclostazioni, ITS e infomobilità, interventi di logistica urbana sostenibile. Importante, al fine di redigere un PUMS efficace, anche elevare il grado di cooperazione tra Comuni limitrofi.

E intanto, si guarda al futuro – ed il futuro, anche in questa occasione, passa da Taranto. Sviluppare e sperimentare tecnologie di trasporto avanzate nel settore ferroviario in grado di velocizzare i sistemi di mobilità, abbassare i tempi di percorrenza e ridurre l’impatto ambientale del trasporto, anche attraverso l’uso di fonti energetiche rinnovabili: questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa, firmato nelle scorse settimane, tra il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, la Regione Puglia, Rete Ferroviaria Italiana (RFI), Ferrovie dello Stato Italiane e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio-Porto di Taranto. In particolare, il Protocollo prevede lo studio e la sperimentazione nel trasporto ferroviario di sistemi di levitazione magnetica, sia in sovrapposizione alle infrastrutture esistenti, sia realizzando nuove infrastrutture che permetterebbero trasporti di merci e persone ad altissima velocità. «Il Protocollo permette per la prima volta la sperimentazione nel settore ferroviario di tecnologie di ultima generazione, come i treni a levitazione magnetica, dimostra che, accanto agli investimenti senza precedenti sullo sviluppo dei sistemi di mobilità sostenibile finanziati grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e a fondi nazionali, l’Italia guarda al futuro e si pone all’avanguardia nello sviluppo tecnologico applicato alla mobilità sostenibile, garantendo il massimo della sicurezza», le parole dell’allora Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini.

«L’accordo segue quello già sottoscritto con la Regione Veneto e le Concessioni Autostradali Venete (Cav) per l’avvio della sperimentazione dell’HyperTransfer su strada. Vogliamo che l’Italia sia in prima linea nello sviluppo di tecnologie d’avanguardia che aprono la strada anche a possibili sviluppi in campo industriale e positive ricadute occupazionali per il nostro Paese». Il progetto prevede la realizzazione di studi di fattibilità avanzati per l’uso nel trasporto ferroviario delle tecnologie a levitazione magnetica, lo sviluppo di progetti di fattibilità tecnicoeconomica di prima fase e la realizzazione di prototipi. Le parti firmatarie si impegnano ad attivare una procedura di ‘partenariato per l’innovazione’ (ai sensi dell’articolo 65 del Codice degli Appalti) per l’individuazione di uno o più operatori economici dotati dei requisiti necessari ad attuare il progetto e di mettere a disposizione quattro milioni di euro (di cui 1,8 milioni dalla Regione Puglia, ulteriori 1,8 milioni da RFI e 400.000 euro dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio-Porto di Taranto) per coprire i costi delle diversi fasi fino alla realizzazione di prototipi e alla sperimentazione sul campo. La Regione Puglia è leader nel campo dei sistemi intelligenti motoristici, aeronautici e spaziali e ha avviato iniziative volte alla promozione e al sostegno delle nuove tecnologie nell’ambito di manifattura del carbonio e per lo sviluppo e la produzione di componenti e sistemi di trasporto ultraveloci a guida vincolata e a basso consumo. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, impegnata a favorire lo sviluppo del porto e del territorio anche attraverso il riequilibrio del sistema dei trasporti e a sviluppare le aree retroportuali, oltre a partecipare al finanziamento del progetto fornirà gli spazi idonei alla realizzazione dell’infrastruttura e garantirà l’assenza di interferenze operative nell’esecuzione dei test.

«Essere parte attiva in uno sviluppo di frontiera, come quello oggetto del Protocollo che oggi abbiamo firmato – spiega il Chief Technology Innovation& Digital Officer di Ferrovie dello Stato Italiane – porterà al Gruppo FS un ulteriore valore, in termini di conoscenze e competenze tecnologiche e digitali, che servirà da acceleratore anche per il raggiungimento degli obiettivi del Piano Industriale e degli investimenti del PNRR».