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Piano Ambientale: la prudenza dei sindacati

«Andiamo avanti
su un percorso complesso ma sicuramente
proficuo, con l’unico
obiettivo di dare risposte concrete
e nel più breve tempo possibile alla
produzione, alla tutela dei posti di
lavoro e della salute dei cittadini».

Così il viceministro Teresa Bellanova
dopo l’incontro al quale ha
rappresentato il Governo. Per Rocco
Palombella (Uilm) «si è aperta
una discussione su una materia
sulla quale intervengono diversi
soggetti, fra cui anche la magistratura.
Verificheremo la coerenza
degli investimenti». Francesca Re
David (Fiom) ha evidenziato che
il Piano ambientale presentato da
ArcelorMittal «non tiene conto
della valutazione del danno sanitario,
peraltro previsto dalla legge
regionale».

Per il segretario generale della Fim
Cisl Marco Bentivogli «il piano
ambientale è il perno di rinascita
dell’Ilva ed strettamente legato al
piano industriale la cui sostenibilità
ambientale non può avere deroghe.
Ci sono risorse e strumenti per centrare
questo obiettivo, ora bisogna
approfondire tutti i dettagli del
piano e accelerare al più presto gli
interventi a partire dalla copertura
dei parchi minerari».
Il confronto in ogni caso continua.
I prossimi appuntamenti sono
previsti per il 27 novembre con
i Commissari Straordinari per
affrontare il tema delle bonifiche
che restano a carico dell’Amministrazione
Straordinaria, mentre
il 28 novembre sono previste due
sessioni su approfondimenti sul
piano industriale la mattina e nel
pomeriggio su quelli ambientali.

La questione, insomma, rimane
decisamente aperta.
La Fiom Cgil, in una nota della
Segreteria provinciale, ha «denunciato
un atteggiamento poco
trasparente da parte del Governo
in relazione all’approvazione del
piano ambientale, la discussione
sul piano ambientale infatti sarebbe
dovuta avvenire mediante la convocazione
della conferenza di servizi
prima dell’approvazione del Dpcm
del 29 settembre 2017 che ha di
fatto decretato per legge le misure
previste all’interno della nuova autorizzazione
integrata ambientale».
La Fiom ritiene «irricevibile il
piano ambientale approvato dal
Governo in quanto non introduce
innovazioni tecnologiche che modificano
l’attuale ciclo integrale
dello stabilimento di Taranto al fine
di ottenere una fattiva riduzione
delle problematiche ambientali»