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Blitz “Raggio di sole”, sgominata la banda dei pannelli solari: 51 arresti

Ha colpito anche
nella provincia tarantina la banda
di ladri di pannelli solari sgominata
dai carabinieri di Livorno.

Nell’operazione “Raggio di sole”
sono 51 gli arresti e 6mila i pannelli
recuperati. Ordinanze di custodia
cautelare sono state emesse dal gip
del Tribunale di Livorno nei confronti
di 51 marocchini accusati di
associazione per delinquere e furto
aggravato.
Sono stati eseguiti dai militari
dell’Arma in 9 regioni: Toscana,
Campania, Basilicata, Puglia, Calabria,
Abruzzo, Emilia Romagna,
Piemonte e Liguria.
Tra Italia ed estero sono stati recuperati
6mila pannelli solari per un
valore di oltre 3 milioni di euro,
tutti portati via a ditte e privati di
diverse province d’Italia e destinati
ad essere rivenduti sul mercato del
Marocco.
I furti scoperti nel corso delle indagini
avrebbero fruttato all’organizzazione
oltre 8 milioni di euro.

Le indagini hanno consentito di
scoprire numerosi furti compiuti
in 15 province italiane (Livorno,
Pisa, Asti, Bari, Campobasso,
Cuneo, Frosinone, Lecce, Pescara,
Potenza, Salerno, Taranto, Terni,
Verona, Viterbo), per un totale di
oltre 15mila pannelli, per i quali
sono state denunciate 98 persone.
Le indagini dei carabinieri sono
partite nella primavera del 2016
dopo quattro furti di pannelli solari
tra le province di Livorno e
Pisa, avvenuti tra il 25 marzo e il 7
aprile, messi a segno con lo stesso
modus operandi da cui si evinceva
che gli autori erano sempre
gli stessi e avevano competenze
specifi che in quel settore, nonché
capacità logistiche ed organizzative
adeguate per il trasferimento
della particolare ed ingombrante
refurtiva.

Il Nucleo investigativo del comando
provinciale di Livorno ha avviato, così, una complessa attività
d’indagine che ha consentito di
individuare 10 “batterie operative”,
dedite alla commissione di furti
ai danni di impianti fotovoltaici,
composte da cittadini marocchini,
interconnesse tra loro e convergenti
in un’unica struttura organizzata.

Gli indagati sono tutti stabilmente
dimoranti in Italia, con concentrazioni
più significative nella
provincia di Salerno, in particolare nell’agro nocerino-sarnese.
I furti, come quelli nel territorio
livornese, avvenivano sulla base di
modalità predefi nite, pianifi cate nei
minimi dettagli e ripetute in ogni
occasione, secondo uno schema
tipico.
La refurtiva, come detto, era destinata
ad essere rivenduta sul mercato
marocchino a gruppi organizzati
di acquirenti marocchini che ne
commissionavano la fornitura.