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Piano ambientale: sarà confronto duro

C’è il piano ambientale per (provare a) rendere ecocompatibile
l’Ilva di Taranto all’ordine
del giorno dell’incontro fissato per
oggi, martedì 14 novembre, al Mise, il Ministero per lo
Sviluppo Economico.

Un appuntamento
che si inserisce nell’ambito del
negoziato che porterà Am InvestCo,
joint venture tra ArcelorMittal (in
maggioranza all’85%) e Marcegaglia
che si avvia a prendere possesso degli
asset Ilva. Il nodo da sciogliere,
quello delle emissioni inquinanti
in atmosfera e delle polveri che, in
particolar modo al rione Tamburi,
impregnano il cielo con tutte le
conseguenze che ne derivano. Non
solo. La Fiom Cgil intende porre
all’attenzione del tavolo l’articolo
13 del Dpcm del 29 settembre che
prevede lo smaltimento di amianto
entro il 23 agosto 2023.

«Le 3750 tonnellate di amianto
censito ancora da smaltire, oltre alle
1750 tonnellate già smaltite dalla
gestione commissariale necessitano
di un tavolo tecnico specifico, con i
ministeri competenti, per garantire
la tutela della salute e della sicurezza
dei lavoratori e per allontanare dalle
fonti di rischio gli stessi lavoratori
anche attraverso l’estensione dei
benefici previdenziali da esposizione
ad amianto per gli stessi dipendenti
Ilva» dicono Francesco Brigati e
Giuseppe Romano. I rappresentanti
dei metalmeccanici della Cgil hanno
inviato una lettera al Dipartimento
mobilità, qualità urbana, opere pubbliche,
ecologia e paesaggio della
Regione Puglia e, per conoscenza,
ad Arpa Puglia, all’Asl di Taranto,
al ministero dell’Ambiente e al ministero
della Salute in cui si chiede
allo stesso Ente regionale «lo stato
di attuazione delle attività richieste
ad Arpa Puglia e all’Asl con la nota
del 30 maggio sottolineando che
l’amianto rappresenta una grande
criticità, sia in riferimento all’esposizione al rischio dei lavoratori sia
in riferimento al rischio ambientale,
aggravata dall’eventuale presenza
di materiale contenente amianto
non censito».

La Fiom ha più volte
«richiesto – concludono Romano e
Brigati – la necessità di conoscere
non solo la mappatura ma anche
il piano di bonifica, incluso il cronoprogramma,
i tipi e lo stato di amianto, i procedimenti applicati per
la bonifica, il numero e i dati anagrafici
degli addetti, le caratteristiche
degli eventuali prodotti contenenti
amianto e le misure adottate e in
via di adozione per la tutela della
salute dei lavoratori». Il confronto
di domani a Roma si annuncia come
un’altra, difficile tappa del cammino
di Am InvestCo verso l’Ilva.