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Il dramma Ilva irrompe in Consiglio regionale

BARI – E finalmente venne il
giorno del Consiglio regionale
monotematico sull’Ilva, in realtà
calendarizzato da tempo, che per
uno strano gioco del destino capita
proprio nel momento più drammatico
dell’intera vicenda.

Poche ore dopo lo scontro feroce
tra il governo e gli Enti locali,
Comune di Taranto e Regione
Puglia in testa, che hanno portato
il ministro dello Sviluppo
Economico, Carlo Calenda, ad
annunciare la sospensione delle
trattative sul piano ambientale a
causa del ricorso al Tar di Lecce contro il Dpcm sull’Autorizzazione
integrata ambientale presentato
proprio da Comune e Regione, con
la conseguente chiusura del gigante
siderurgico di Taranto.

Un Consiglio, quello di oggi,
che ricordiamo è stato chiesto già
dal mese di febbraio scorso attraverso
una mozione presentata dal
consigliere regionale di Direzione
Italia, Renato Perrini, che diventa
di fondamentale importanza
perché in apertura sono previste
le comunicazioni del governo
regionale sulla vicenda Ilva, che
verranno illustrate dall’Assessore
allo Sviluppo Economico, Michele
Mazzarano.

Al consiglio monotematico parteciperà
lo stesso presidente Michele
Emiliano, di ritorno da Bruxelles
proprio per partecipare all’importante
riunione.
Nella sua mozione di febbraio
Perrini scriveva che “Restano in
piedi ancora oggi i dubbi sul futuro
ecologico dello stabilimento; la
questione del risanamento è ancora
aperta perché i nodi irrisolti
in fabbrica sono tantissimi. Solo
un esempio: le prescrizioni Aia
sono state rinviate o realizzate
solo in parte. L’azienda per altro è
in forte sofferenza. L’Ilva, com’è
oggi, o produce tanto o è destinata
a fallire. E produrre tanto, nelle
condizioni in cui è ora, vuol dire
continuare ad inquinare. A questo
si aggiunge che l’Italia ha già due
procedure d’infrazione in corso
a causa del siderurgico: sulla gestione
ambientale e sulle norme
relative alla concorrenza”.

Parole in effetti che sembrano
scritte ieri per la loro attualità ed
alle quali possiamo immaginare
arriveranno le prime risposte proprio
dal Consiglio di oggi.

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