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Conclusi i laboratori didattici di pet-relationship

Il progetto realizzato nella rsa L’Ulivo della Fondazione Cittadella della Carità
Conclusi i laboratori didattici di pet-relationship

“Sapevamo che lavorare sulle emozioni dei nostri ospiti avrebbe portato benefici, ma non immaginavamo che la risposta sarebbe stata così entusiastica”. Il responsabile della rsa L’Ulivo della Fondazione Cittadella della Carità dr. Gaetano Moraglia commenta il ciclo di laboratori didattici di pet relationship che la Fondazione ha realizzato con l’ASD “Cani in Branco”.

Due appuntamenti al mese con Lola (golden retriver) e Whiskey (bulldog inglese), addestrati dagli educatoci cinofili Giuseppe Leggieri e Giovanni Nobile hanno trasformato anche i pazienti più diffidenti in veri e propri amanti dei cani. E non potrebbe essere diversamente per il tipo di relazione che i due cani hanno prodotto con gli ospiti della struttura, grazie all’empatia instaurata. “Questa esperienza – continua Moraglia – è stata un dono sia per i nostri Ospiti che per noi tutti Operatori sanitari! A fine corsa raccogliamo i risultati dell’attività che si traducono in una maggiore partecipazione ed in una migliore qualità di vita di ogni Ospite partecipante. Dalla indifferenza e ritrosia iniziale alla delusione per la fine di questa prima esperienza. Con questo entusiasmo ringraziamo e plaudiamo i nostri Amici Lions , così sensibili in tema di disabilità, con la preghiera che si possa rinnovare anche per il prossimo anno questa esperienza così coinvolgente e corroborante e che ha dato la stura alla ripresa delle attività dopo la pandemia!” Il progetto si è realizzato grazie alla sensibilità di gruppi Lions che hanno creduto nell’idea progettuale: Lions Taranto Due Mari, presente con Luigi Gianciotta, Lions Taranto Host, presente con Vito Ciaccia, ed il Leo club Taranto, presente con Lucia Scalzi, che hanno confermato la loro disponibilità a continuare questo progetto pienamente rispondente alla mission Lions: “We serve”, e delle aziende: Cisa S.p.A., Flli. Pesce Ristò, GRG Studio Vecchi & Associati e PD Copy Center, sponsor tecnico.

“È stato un lavoro sulle emozioni e sulla relazione che ha centrato in pieno il suo obiettivo”, ha affermato la psicologa Federica Cerino. “Non meno importante, l’apprendimento didattico su come approcciare il cane e come prendersi cura di lui. Amore, tenerezza, reciprocità e fiducia sono solo alcune delle emozioni affiorate in questi incontri così attesi dai nostri ospiti. Un appuntamento che ha creato “gruppo” ed appartenenza in persone che presentano patologie diverse, ma che hanno beneficiato in misura eguale di questa terapia non convenzionale. È stato sorprendente osservare come alcuni di loro, timorosi del cane, siano riusciti a superare questa paura e a gioire nell’interazione con lui ”. “I cani sanno arrivare oltre, ha affermato Giuseppe Leggieri, ASD “Cani in Branco”. “Oltre a quello che possiamo fare noi umani, intendo. Penso a Whiskey e Lola, per esempio, che con la sola presenza riescono a migliorare la vita di tanti ospiti di questa struttura, sia dal punto di vista fisico sia da quello emotivo. Questo progetto è stato, per noi, tanto ambizioso quanto prezioso poiché col tempo si è instaurato un rapporto simbiotico tra i cani e gli anziani. Emozioni iniziali come la paura e il timore nell’approcciarsi a cani sconosciuti hanno dato spazio all’affetto e alla felicità nel rivedersi. Perché un cane, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è davvero in grado di cambiare la vita dell’uomo, naturalmente in meglio”.

“Auspico – ha detto il presidente della Fondazione Salvatore Sibilla – che questa esperienza possa ripetersi, perché abbiamo a cuore la salute fisica e mentale dei nostri ospiti. Queste nuove forme di terapia non convenzionale spesso costituiscono una risorsa fondamentale per soggetti fragili. Un personale ringraziamento va a tutto il Personale della RSA : OSS, Infermieri e Terapisti ed al Personale amministrativo! Tutti, indistintamente, hanno collaborato per raggiungere i risultati ottenuti”.