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Call Center, «No alla riduzione dell’orario di lavoro»

Cambio d’appalto Enel Energia. Sindacati sul piede di guerra
Un call center - archivio

«In occasione degli incontri calendarizzati per la gestione della clausola sociale delle attività di customer care di Enel Energia gestite su Taranto da Covisian e System House, l’azienda subentrante Network Contacts ha dichiarato la volontà di assumere le lavoratrici ed i lavoratori riducendo il perimetro occupazionale». Così Riccardo Saccone, segretario nazionale Slc Cgil, in riferimento al cambio d’appalto della commessa Enel Energia per gli operatori call center tarantini.

«La committente Enel, che negli anni si è dimostrata una stazione appaltante modello nella applicazione della clausola sociale, garantendo il passaggio di oltre 3mila lavoratori a parità di condizioni economiche e normative, non più tardi di un mese fa aveva incontrato le organizzazioni sindacali informando sulle avvenute assegnazioni. Come da prassi Enel, nel corso di quel confronto, aveva assicurato la piena garanzia occupazionale ed il mantenimento delle condizioni economiche e normative per tutti gli interessati. Cosa è cambiato in questo periodo? Enel ha modificato il proprio approccio nella gestione dei cambi di appalto nel mondo dei customer? O “qualcuno” pensa di utilizzare questo cambio di appalto per giocare altre partite? È inaccettabile giocare sulla pelle dei lavoratori. La risposta del sindacato non si farà attendere, su questo e su altri tavoli».

Sull’argomento si registra anche l’intervento della Uilcom Uil. «In apertura di incontro le dichiarazioni della società subentrante Network Contacts hanno reso complicato il confronto in quanto l’azienda pur dichiarandosi disponibile ad assorbire i 423 lavoratori di System House e 41 lavoratori di Covisian, allocati su Taranto, ha manifestato la volontà di incidere sui profili orari riducendo il numero delle ore dei lavoratori (riduzione del part -time). Le segreterie nazionali regionali e territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni, hanno respinto al mittente tali dichiarazioni, che di fatto realizzavano una contrazione della retribuzione dei lavoratori in presenza di applicazione della clausola sociale». «Ho ritenuto sin dai primi istanti – afferma il Segretario regionale Uilcom-Uil Taranto Alfredo Neglia – che le affermazioni provenienti da Network Contacts, negli incontri odierni, fossero talmente inaccettabili da richiedere la sospensione immediata della riunione». E poi: «Ogni possibile dialogo sul tema con la nuova assegnataria non potrà che partire dalla conferma di un passaggio che tenga in considerazione l’intero perimetro occupazionale e gli stessi profili orari attualmente presenti. Quanto accaduto oggi durante l’incontro, viste le prospettive rappresentate, ha indotto i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali a coinvolgere direttamente la committente Enel Energia». La coordinatrice Uilcom Uil Covisian Patrizia D’Arcangelo, in linea con la segreteria regionale Uilcom Puglia ribadisce che «il prossimo incontro debba necessariamente partite dall’applicazione e sottoscrizione di accordi in linea con quelli sottoscritti nelle precedenti intese di clausola sociale sul territorio ionico».

«La Uilcom persegue – conclude Neglia – condizioni di garanzia per i lavoratori e di non concorrenza tra le aziende e, per questa ragione, non può consentire che si calpestino le regole del mercato, nell’interesse esclusivo di tutte le Parti in campo!» Secondo Usb Lavoro Privato «Il confronto è partito nel peggiore dei modi, a causa delle dichiarazioni di Network Contacts, la società aggiudicataria dell’appalto, di assumere solo una parte del personale attualmente in forza, ridurre le ore di lavoro contrattuali e demansionare una parte dell’organico, facendosi apertamente scudo della possibilità di procedere in questo modo prevista dalla stessa “clausola sociale” del contratto nazionale di lavoro sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil, mostrandone spietatamente tutti i limiti. Nella trincea di Taranto, dove tramite il ricatto occupazionale si è potuto persino calpestare il diritto alla vita di tutte e tutti, si apre quindi un nuovo fronte di crisi che riguarda centinaia di lavoratrici e lavoratori già prigionieri da anni di un lavoro povero, fatto di bassi salari, poche ore di lavoro e precarietà contrattuale. E’ il feroce sistema degli appalti che consente al committente Enel, da un lato, di incassare gli extraprofitti derivanti dagli aumenti delle bollette e, dall’altro, di aggiudicare al massimo ribasso il servizio di assistenza clienti ad una società, Network Contacts, che lamenta al tavolo di trattativa una generalizzata situazione di crisi tale da giustificare il taglio dei posti di lavoro e del salario, che richiede, senza successo, al Ministero del Lavoro l’accesso agli ammortizzatori sociali e a Cgil, Cisl e Uil la proroga di un accordo sindacale sulla riduzione del costo del lavoro appena scaduto.

Un sistema di ricattabilità e arretramento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori tanto più perverso quando viene promosso dallo Stato che, tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze, è il maggior azionista della stazione appaltante Enel. L’USB considera inaccettabile non solo il merito della proposta aziendale, ma anche il tentativo di Network Contacts di esasperare da subito questa trattativa per giocare apparentemente su più tavoli e provare a chiudere un accordo al “minimo sindacale”. In questi anni in realtà, i volumi di attività del call center di Enel Energia sono stati tali da giustificare il ricorso stabile a migliaia di ore di lavoro supplementare e a nuove assunzioni. Per queste ragioni continueremo a rivendicare sia la salvaguardia di tutti i posti di lavoro, diretti e indiretti, del reddito e dei diritti acquisiti delle lavoratrici e dei lavoratori, sia il superamento dei contratti part time involontari, a partire da quelli con meno ore di lavoro, e la stabilizzazione del precariato. E’ tempo di invertire la rotta sfruttando le contraddizioni di questo sistema brutale. Lo faremo richiamando il committente alla propria responsabilità sociale, coinvolgendo le istituzioni e organizzando la lotta per rompere la gabbia degli appalti e restituire stabilità e dignità alle decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori impiegati in questo settore».