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Ex Ilva, il Governo adesso alza la voce

L'intervento della Sottosegretaria alle Imprese e made in Italy Fausta Bergamotto
L'ex Ilva

«Il Governo non accetterà di dare nuove risorse senza un “cambio di passo” da parte di Acciaierie d’Italia e senza che, a breve, Acciaierie d’Italia riprenda tutte le attività sospese e gli ordini alle imprese dell’indotto». Parole della sottosegretaria alle Imprese e made in Italy Fausta Bergamotto, pronunciate alla Camera dei Deputati in risposta ad una interrogazione sull’ex Ilva.

La sottosegretaria ha riferito gli esiti del tavolo convocato dal ministro Adolfo Urso il 17 novembre scorso: «Posso assicurare – ha affermato – anche a seguito delle interlocuzioni con il Ministero del Lavoro, che, anche per il 2023, permarrà la cassa integrazione straordinaria per il personale che non è stato assunto da ArcelorMittal prima e da Acciaierie d’Italia dopo, rimanendo in carico ad Ilva in amministrazione straordinaria. Si tratta dell’integrazione salariale alla cassa integrazione guadagni straordinaria per il 2022 che è stata finanziata con 19 milioni di euro» dalla precedente legge di Bilancio. La sottosegretaria ha quindi ricordato che al tavolo «le parti sindacali e datoriali hanno sollevato anche la questione dell’attuazione delle «Misure urgenti per il sostegno alla siderurgia» disposte dal decreto Aiuti-bis, che autorizza Invitalia alla sottoscrizione di aumenti di capitale o all’utilizzo di altri strumenti idonei al rafforzamento patrimoniale di Acciaierie d’Italia, anche nella forma di finanziamento soci in conto aumento di capitale, fino a un miliardo di euro.

Invitalia, in proposito – ha riferito l’esponente del governo -, ha già riferito di aver attivato l’interlocuzione con il socio privato per applicare al meglio la norma del «decreto Aiuti-bis», sottolineando che condividerà con il Governo la soluzione migliore per l’azienda, i lavoratori e tutto l’indotto; Invitalia ha, altresì, dichiarato di essere operativa con DRI d’Italia Spa, che controlla al 100 per cento, per studiare la fattibilità di impianti di produzione di direct reduced iron, noto anche come preridotto». Che «la decisione di Arcelor Mittal di far slittare l’assemblea dei soci di Acciaierie d’Italia convocata per oggi, e rinviata al 2 dicembre, rappresenta soltanto l’ultima delle sfide della multinazionale» lo dice il responsabile nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil, Gianni Venturi. «Di quale altra prova ha bisogno il Governo per assumere una decisione forte e definitiva nei confronti dell’azienda?» ha dichiarato il segretario nazionale della Uilm Rocco Palombella.