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La cerimonia in ricordo di Francesco Zaccaria

L'iniziativa
La cerimonia in ricordo di Francesco Zaccaria

Si è tenuta davanti alla direzione dello stabilimento Acciaierie d’Italia la cerimonia per ricordare la scomparsa di Francesco Zaccaria, gruista della fabbrica morto dieci anni fa a causa di un tornado. Un piccolo corteo ha attraversato uno dei ponti che scavalcano la statale Appia per poi fermarsi davanti alla direzione.

Il corteo è aperto da Cosimo Semeraro, anima del “Comitato 12 Giugno”, che porta una croce con la scritta «Sicurezza per non morire». Il riferimento al 12 Giugno è al giorno in cui nel 2003 in Ilva ci fu un altro, terribile incidente, in cui persero la vita due lavoratori. Nel corteo di ieri quattro gli striscioni com il tricolore portati a mano, la foto di Zaccaria e la scritta «Per non dimenticare». Una banda ha intonato marce funebri. Quando dieci anni fa accadde l’incidente, la fabbrica aveva da poco subito, a luglio, il sequestro dell’area a caldo da parte della Magistratura per reati ambientali ed era sotto la gestione del gruppo Riva. Zaccaria era all’interno della cabina di manovra della gru, installata su uno sporgente portuale in uso all’acciaieria e adoperata per lo sbarco delle materie prime dalle navi. L’uomo non riuscì a mettersi in salvo e la gru venne sdradicata dal tornado che colpì sia il siderurgico che l’area di Statte. Il corpo del gruista fu scaraventato in mare e anche parte della gru cadde in acqua.

Il corpo di Zaccaria venne ritrovato dai sommozzatori qualche giorno dopo l’incidente. La morte di Zaccaria, insieme ad altri incidenti mortali e al reato disastro ambientale, è poi confluita nel processo “Ambiente Svenduto” conclusosi a maggio 2021 in Corte d’Assise a Taranto con pesanti condanne verso i Riva e i manager dell’epoca. Sentenza di cui sono ora attese le motivazioni. Il tornado del 28 novembre 2012 soffiò sino a 200 chilometri all’ora, seminando distruzione e causando danni gravissimi.