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Ospedale San Cataldo, bandite gare per 38 milioni

Audizione, in commissione regionale Bilancio, dei vertici Asl e Direzione lavori
Il nuovo Ospedale San Cataldo di Taranto

«Bandite gare per 38 milioni di euro per le apparecchiature». È quanto fa sapere Vincenzo Di Gregorio, consigliere regionale (Pd), a margine della seduta della commissione Bilancio. «Nonostante le difficoltà proseguono i lavori per la costruzione del nuovo ospedale San Cataldo di Taranto. Nella riunione della I Commissione Bilancio, tenutasi martedì mattina, si è svolta l’audizione dei vertici dell’Asl di Taranto, del Rup e della Direzione lavori.

Dalle notizie riferite in Aula i lavori effettuati coprono circa l’80% dei manufatti. In parallelo sono state già bandite gare per un importo di circa 38 milioni di euro (su 105 milioni complessivi) per l’acquisto di apparecchiature elettromedicali e arredi. In particolare sono in corso quelle per gli impianti di radioterapia e medicina nucleare mentre entro metà dicembre saranno completati i bandi per le apparecchiature di radiologia. Sul cantiere sono al lavoro mediamente circa 400 maestranze suddivise su più turni. Al momento – precisa il consigliere regionale – resta fissato tra giugno e luglio del 2023 il termine lavori senza collaudi. Sappiamo che per vedere in attività il nuovo ospedale di cui il territorio ionico ha urgente bisogno, servirà ancora tempo.

La time line dei lavori è stata più volte aggiornata in questi anni, ma è anche vero che si sta costruendo un ospedale di dimensioni molto vaste con oltre 700 posti letto. Sempre in tema di sanità, nel Consiglio regionale sull’assestamento di bilancio sono stati approvati tre emendamenti a mia firma. Gli emendamenti sono stati proposti dal presidente Fabiano Amati e sottoscritti anche dal consigliere Ruggiero Mennea. I provvedimenti riguardano l’obbligo di screening visivo neonatale per diagnosticare gravi malattie con un forte impatto sociale. La norma va a rafforzare un test già previsto, ma spesso non effettuato. Il secondo e il terzo emendamento hanno, invece, l’intento di velocizzare i tempi per screening e accertamenti per i pazienti colpiti da tumore al pancreas e alla mammella già contemplati dalle leggi regionali numero 1 e 14 del 2022. Vengono introdotte misure di valutazione in ordine all’efficacia e alla piena funzionalità delle prestazioni che dovranno essere erogate in 45 giorni. Trascorso questo termine, le sezioni ed i dirigenti inadempienti saranno segnalati all’Organismo indipendente di valutazione (Oiv) al fine della valutazione dei risultati e della determinazione della relativa indennità». Alla seduta della commissione Bilancio ha preso parte anche Massimiliano Di Cuia, consigliere regionale di Forza Italia.

«Oggi (ieri per chi legge, ndr) in Commissione abbiamo potuto avere aggiornamenti sullo stato di avanzamento dei lavori per l’attivazione dell’ospedale “San Cataldo” di Taranto. Il direttore generale della Asl Colacicco ha dichiarato che i lavori ora stanno procedendo regolarmente: ci sono 37 milioni di euro impegnati per le gare già bandite, il cantiere è all’80% dalla conclusione e ci sono 400 maestranze in attività. Per quanto riguarda, invece, la questione dell’installazione delle apparecchiature, non ci sono ancora certezze sui tempi e nemmeno sull’apertura all’utenza della struttura sanitaria. Infatti, anche oggi è stato confermato che il taglio del nastro non ci sarà prima di luglio 2023. Continuiamo, quindi, a monitorare l’iter e le procedure per la realizzazione di un ospedale importantissimo per il territorio, che già sconta gravi errori di programmazione da parte della Regione. Sarà un tema a cui orienterò gran parte del mio impegno e non farò mancare il mio contributo di proposte ed idee per migliorare l’offerta sanitaria nella provincia di Taranto».

Duro il commento di Renato Perrini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. «Come volevasi dimostrare. Lo dissi fin dal 2015 e oggi, purtroppo, c’è da prenderne atto: l’ospedale San Cataldo di Taranto non sarà di certo pronto nel 2023, se tutto andrà bene. Dieci anni, tanti quanti, più volte nel corso dei miei numerosi interventi su un tema che seguo con passione e quotidianamente, avevo preventivato e nonostante le improvvide pose di prima pietra, le presunte inaugurazioni e le promesse di date certe di apertura a cui il governo Emiliano ci ha abituati in questi anni. Il tutto a danno della sanità tarantina perché, nel frattempo, si sono depotenziati i centri di Martina Franca, Massafra, Grottaglie e il Moscati di Taranto in vista dell’imminente apertura del nuovo ospedale che, ad oggi, è un miraggio. Né lo stanziamento di 160 milioni di euro poteva mai essere sufficiente già solo per i lavori di base di costruzione della struttura. Per completare il San Cataldo – prosegue Perrini – occorrono non meno di 250 milioni di euro, come ho sempre detto in questi anni. Nel corso dell’audizione da me richiesta, il direttore generale dell’Asl di Taranto e i tecnici hanno chiaramente detto che i lavori non saranno completati entro giugno 2023, considerati, ad esempio, i tempi che occorreranno per la realizzazione dell’impiantistica che è propedeutica alla installazione dei macchinari e alla conseguente sistemazione degli arredi. Macchinari e arredi per i quali, inoltre, servono 105 milioni di euro per acquistarli tramite gare. Una somma di cui, a tutt’oggi, non è dato sapere quando sarà finanziata. I tarantini sono stati presi in giro – conclude Perrini – e questo è un dato di fatto di cui il presidente Emiliano e l’assessore Palese devono prendere atto, assumersi la responsabilità e, magari, trarre le conseguenze».