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Ex Ilva, il Ministro Urso: «Così l’impianto si sta spegnendo»

«Saliamo su un treno in corsa che sta deragliando»
Il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso

«Saliamo su un treno in corsa che sta deragliando». Parole che lasciano il segno, quelle del ministro per le Imprese, Adoldo Urso, relative all’ex Ilva. Urso ha parlato del complesso caso del Siderurgico nel corso di Porta a Porta.

«Contravvenendo agli accordi presi produce tre milioni di tonnellate, ne avrebbe dovuti produrre sei. Siamo già con un impianto che si sta spegnendo». Ci siamo confrontati «con tutti», a partire dall’amministratore delegato, ha detto Urso: «Nessuno mi dice che chiude ma improvvisamente, da un giorno all’altro, invece arriva la notizia che chiude i cancelli ai lavoratori dell’indotto. Ma abbiamo continuato l’interlocuzione con l’azienda perchè siamo persone responsabili». «Quel miliardo» previsto come iniezione di risorse «vogliamo che sia condizionato alla governance», ribadisce il ministro: «Ora lo Stato non c’è». Necessario quindi per Urso «un confronto serrato, siamo nei giorni decisivi, aspetto di completare questo confronto con l’azienda».

Ma a parlare è stato anche Franco Bernabe’ presidente del consiglio di amministrazione di Acciaierie d’Italia, intervistato dal Sustainable Future Forum, organizzato da Class Cnbc: per il futuro dell’ex Ilva «i progetti ci sono: spetta a gli azionisti decidere su un progetto di transizione che è molto oneroso con investimenti per 5,5 miliardi di euro nei prossimi 5 anni. Gli azionisti di Acciaierie d’Italia dovranno arrivare alla prossima assemblea con una soluzione ai problemi finanziari». Per la trasformazione dell’azienda con una riduzione anche delle emissioni «il piano è pronto», ha ribadito Bernabè. Questo, mentre si registrano sviluppi invece sul versante dei lavoratori rimasti in carico a Ilva in Amministrazione straordinaria. «Un tassello importante per avviare in via sperimentale i lavori di pubblica utilità dei lavoratori in cassa integrazione, quindi anche degli ex Ilva in Amministrazione Straordinaria, deriva dalla dotazione finanziaria per l’esercizio finanziario 2022 di 500.000 euro nel bilancio regionale autonomo, nell’ambito della missione 15, programma 03, titolo Sostegno all’occupazione. La Regione ha stanziato infatti nel Consiglio regionale di lunedì scorso 500.000 euro, dando così seguito alle promesse con i fatti. Si tratta di una prima tranche di risorse, alla quale farà seguito un’altra, risorse che consentiranno ai lavoratori che percepiscono la cassa integrazione nell’ambito delle Aree di crisi complessa, di avere un’integrazione al reddito» dice Franco Rizzo, dell’Esecutivo Confederale Usb.

«Grande lavoro è stato svolto dal presidente della task force regionale per l’occupazione Leo Caroli e dai tecnici della Regione Puglia, oltreché ovviamente dalla parte politica. Ringraziamo in particolare l’Assessore al ramo Sebastiano Leo ed il Consigliere regionale Michele Mazzarano per l’interesse e l’impegno mostrati. Un ringraziamento sentito ai lavoratori in As che hanno dato fiducia alla nostra organizzazione sindacale, in un clima di scetticismo generale» dice Rizzo. Per l’esponente di Usb, «ora, perché si possa concretamente procedere in questa direzione, auspicata da Usb sin dalla prima ora, è necessario che venga modificato il DL 150/2015, laddove non consente indennità aggiuntive per i lavoratori in CIGS utilizzati nei Lavori di pubblica utilità. Per questo è ora indispensabile un intervento da parte dei parlamentari del territorio affinché possano lavorare insieme al fine di ottenere la necessaria modifica. L’Usb ha invitato deputati e senatori di terra jonica sabato 12 dicembre presso la Camera di Commercio di Taranto al fine di promuovere un confronto sul tema, ma anche su altri aspetti della grande vertenza dello stabilimento siderurgico tarantino. Intanto abbiamo appreso con soddisfazione nelle ultime ore che l’integrazione salariale del trattamento economico dell’indennità in favore di questa platea di lavoratori è stata contemplata, in quanto nella Legge di Bilancio, in discussione in questi giorni in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, sono state previste le risorse. Per questo ringraziamo i deputati Iaia e Pagano, ed il senatore Turco».

Proprio Iaia (Fratelli d’Italia) in una nota spiega che «la richiesta avanzata dai lavoratori di ex Ilva in A.S. e da tutte le organizzazioni sindacali in merito alla integrazione salariale del trattamento economico dell’ indennità in favore di questi lavoratori è stata tenuta in debita considerazione dal Governo Meloni tanto che, all’art. 61 comma 5 della Legge di Bilancio, in discussione in questi giorni in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, sono già state previste le risorse per finanziare questa importante misura di sostegno al lavoro. In particolare, la norma prevede uno stanziamento di 19 milioni di euro per l’anno 2023 a valere sul fondo Sociale per la formazione e l’occupazione. L’integrazione salariale, così come disciplinata, è anche funzionale alla formazione professionale di questi dipendenti per la gestione delle bonifiche. A differenza degli anni passati, non sarà necessario, dunque, presentare un emendamento ad hoc in favore di questi lavoratori, essendo già stata prevista la misura nella legge base. Si tratta evidentemente di un elemento importante che non riguarda solo la forma, ma soprattutto la sostanza perché dimostra l’impegno concreto di questo Esecutivo verso il mondo del lavoro. E’ chiaro che non rappresenta la soluzione rispetto al complesso dossier ex Ilva, oggetto di grande attenzione da parte del Governo in questi giorni, ma è comunque un passo avanti in favore di una categoria di lavoratori in difficoltà, quali sono quelli di Ilva in A.S. Nel contempo, ribadiamo la convinzione che la produzione di acciaio rimane un ambito strategico per la nostra Nazione e che è certamente possibile creare le condizioni affinché ciò avvenga nel rispetto della salute, dell’ambiente, del lavoro e della sicurezza.

Rimane prioritario per un Paese manifatturiero come il nostro, continuare a produrre, convinti che lo si possa fare nel rispetto delle norme e dell’ambiente anche da noi». «Sono oltre 1500 i lavoratori ex Ilva di Taranto in Amministrazione Straordinaria che vivono nella frustrazione e nello scoramento per il mancato avvio dei corsi di formazione e aggiornamento relativi all’Avviso 3/FSE/2019» afferma il consigliere regionale di Articolo Uno Puglia Pier Luigi Lopalco il quale nelle scorse ore, facendo proprie le preoccupazioni di lavoratori e sindacati, ha depositato un’interrogazione rivolta all’Assessore regionale Sebastiano Leo per conoscere: quali sono i motivi che hanno prodotto il ritardo segnalato nella partenza di tali corsi, se non si ritiene prioritaria l’esigenza di avviare quanto prima questi percorsi formativi dando così risposta alla drammatica incertezza che vivono tanti lavoratori e se non si ritiene necessario aggiornare i cataloghi formativi per renderli maggiormente coerenti con la prospettiva di una produzione di acciaio green nel polo siderurgico jonico.