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​«Chiusura dell’Ilva? Invenzione dei giornali» ​

Ilva chiusa o aperta? Arrivano
da Genova le ultime voci sulle intenzioni
del governo gialloverde in merito
all’acciaio made in Italy.

“Siamo a favore
di Ilva, vogliamo continuare a produrre
acciaio in Italia, è un settore strategico
per il nostro Paese” ha dichiarato il consigliere
regionale della Lega Nord Franco
Senarega durante il programma ‘Terza
Repubblica’ andato in onda su Primocanale.
Una voce – si legge su primocanale.
it – che si allinea con quanto sostenuto
anche dalla rappresentante Cinque Stelle
Alice Salvatore che ha ribadito nel corso
della trasmissione come “nessuno mai
del nostro partito ha detto che l’Ilva deve
essere chiusa. E’ stata un’invenzione giornalistica”.

La posizione della Lega è netta
ma come sottolinea il consigliere regionale
Senarega del futuro dell’Ilva “si potrà iniziare
a discutere seriemente non appena il
governo sarà formalmente definito in tutte
le sue componenti, commissioni e sottosegretari
compresi, solo allora potremo
iniziare il confronto. Bisogna stringere
i tempi, dalla Liguria faremo pressione
affinchè si arrivi al più presto a definire
in modo puntuale la questione”.
“Il nostro auspicio è che si vada avanti e
che si realizzi un grande investimento che
ha attratto investitori internazionali. Da
lì può ripartire la questione meridionale,
attraverso l’equilibrio tra occupazione,
sviluppo e rispetto totale dell’ambiente”.
Lo ha detto il presidente di Confindustria,
Vincenzo Boccia, parlando di Ilva a margine
dell’assemblea di Federchimica, a
Milano. Sulla stessa lunghezza d’onda anche
Emma Marcegaglia: “Mi auguro che
prevalga il senso di responsabilità da parte
di tutti, e spero che il nuovo governo possa
significare anche che questo contratto si
chiuda velocemente.

Mi pare di aver capito
– ha detto la Marcegaglia – che ormai le distanze
tra le parti sul numero di persone da assumere e da mantenere al lavoro siano
abbastanza basse”. Intanto, però, è saltato
l’incontro tra sindacati e ArcelorMittal,
con la multinazionale francoindiana che
prima vuole verificare quali siano gli
intendimenti del governo ed in particola
del ministro per lo Sviluppo Economico,
e capo polito del M5s, Luigi Di Maio. Il
nodo è, quindi, (anche) politico. Quali
sono “le condizioni di compatibilità che
consentono la prosecuzione dell’attività di
costruzione” dei parchi minerali dell’Ilva
di Taranto “nonostante la presenza di
contaminazione”? E’ quanto chiede l’eurodeputata
del Movimento 5 Stelle, Rosa
D’Amato, in una lettere inviata alla Commissione
europea.

Nella missiva, inviata
ai commissari Karmenu Vella (Ambiente)
e Vytenis Andriukaitis (Salute), D’Amato
ricorda a Bruxelles i risultati “delle analisi
ottenuti a seguito della caratterizzazione
effettuata da Ilva e da Arpa Puglia nel
2015 e nel 2016 dei parchi minerali” dai
quali “si evince contaminazione dei terreni,
della falda superficiale e della falda
profonda”. Inoltre, l’eurodeputata tarantina
chiede di rendere noti al pubblico i
“controlli ambientali nello stabilimento”.
“Sul dossier Ilva la clessidra sta per finire
e il 30 giugno, termine per trovare un
accordo con Mittal, è alle porte. Si tratta
di un’urgenza nazionale e sorprende come
il neo ministro dello Sviluppo economico
e del Lavoro Luigi Di Maio, ampiamente
loquace su tutti i temi, sia rimasto silente
sull’impianto siderurgico”.

Lo dichiara
la deputata tarantina di Fratelli d’Italia
Ylenja Lucaselli. “Si rischiano – prosegue-
una crisi occupazionale ed un
doloroso contraccolpo economico, per il
Mezzogiorno e per tutto il Paese”.