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Stato-Arcelor Mittal ai supplementari

L’assemblea dei soci viene aggiornata alla prossima settimana: si cerca ancora una intesa
L'ex Ilva

Dal riserbo trapela una notizia. O meglio, la conferma di quanto già circolava da qualche ora: la partita tra Stato ed ArcelorMittal andrà ai tempi supplementari. Infatti, sarebbe stata aggiornata alla prossima settimana – la data indicata è quella del 6 dicembre – l’assemblea degli azionisti di Acciaierie d’Italia, ex Ilva.

Un “aggiornamento”, dopo il rinvio di venerdì scorso, che si potrebbe interpretare come l’intenzione degli azionisti – Stato e Arcelor, appunto – di prendere altro tempo per quantomeno provare a trovare un’intesa. Che poi riescano, a trovare questa intesa, è da vedere. Si può ricordare che quando ArcelorMittal, a fronte della soppressione dello scudo penale da parte del Parlamento, nell’autunno del 2019, ricorse al Tribunale di Milano per la rescissione del contratto, furono necessari diversi mesi di trattativa con Ilva in amministrazione straordinaria prima di arrivare all’accordo del marzo 2020 che chiuse il contenzioso. Il riequilibrio della governance in Acciaierie d’Italia è stato indicato come una necessità, in diverse occasioni, dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso; ed è proprio a questo riequilibrio che l’esecutivo Meloni lega anche la questione del miliardo inserito per l’ex Ilva nel dl Aiuti Bis. Diverse voci dal sindacato chiedono che Arcelor sia totalmente esclusa dall’ex Ilva, soprattutto dopo la sospensione degli ordini decisa tra l’11 e il 12 novembre scorsi che non rientrerà prima di metà gennaio.

Attorno allo stabilimento di Taranto ed ai suoi “satelliti”, Genova in primis, comunque qualcosa si muove. Il settimanale L’Espresso ha rilanciato l’indiscrezione dell’interesse da parte di Arvedi e Marcegaglia a, di fatto, subentrare a Mittal nella partnership con lo Stato, se è il caso passan do – riporta il settimanale – anche da un “fallimento pilotato”. A far sentire la propria voce anche il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, intervenuto a Genova ad un evento di Siderweb. Esortando il governo ad una maggior presenza in Europa per la difesa delle realtà industriali e manifatturiere, su Acciaierie d’Italia – riporta proprio Siderwb – Gozzi ha rimarcato una volta di più come ci sia una situazione in cui il socio di maggioranza deve chiarire cosa vuole fare, anche perché «ci vuole almeno un miliardo e mezzo di ricapitalizzazione per uscire dal pantano». Per Gozzi la cosa positiva è che lo stabilimento dal punto di vista dei sistemi ambientali e dei controlli è tra i più avanzati al mondo. Il problema è che il sito ormai da dieci anni non vede investimenti in capex che normalmente avrebbero bisogno di 150 milioni di euro all’anno. «Si capisce immediatamente quale possa essere l’impatto». Sul 2023 Gozzi ha ribadito di ritenere che l’inflazione che stiamo vivendo non dipenda da una spinta delle materie prime, ma bensì sia una conseguenza degli effetti del post-Covid prima e del conflitto ucraino poi.

Pertanto, «è un elemento che è destinato progressivamente a rientrare. Anche sul gas, una volta superato il prossimo inverno, credo che tutte le tensioni spariranno. E che addirittura il gas decarbonizzato potrebbe diventare una grande opportunità di miglioramento anche dell’impatto ambientale». Nel breve il presidente di Federacciai si aspetta un prolungamento delle fermate in fase di ferie «ma senza stop cumulativi e disordinati. Probabilmente dovremo surfare ancora per la volatilità sui prezzi ma sono moderatamente ottimista». Sempre il 6 dicembre tornerà a riunirsi l’osservatorio ambientale e durante la riunione il ministero della Salute potrebbe aggiornare le valutazioni sanitarie dello scenario emissivo. All’ex Ilva di Taranto «il rispetto degli obblighi ambientali dovrà essere conciliato con le ricadute economiche ed occupazionali» ha affermato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che per la gestione dei dossier estremamente complessi ha auspicato un «approccio sinergico» oltre che con gli altri dicasteri competenti, anche «con le Regioni e gli altri Enti territoriali per la conclusione di accordi di programma per il miglioramento della qualità dell’aria». Pichetto ha illustrato le linee programmatiche del suo dicastero nelle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera.