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Buonasera

​«Da Sindaco e Direttore generale solo indifferenza»​

Si inasprisce la polemica
tra direttore generale del Comune e
organizzazioni sindacali.

Dopo la nota
con la quale il dg Ciro Imperio bacchettava
i sindacati per i ricorsi sulla
produttività, la reazione sindacale non
si è fatta attendere.

«Premesso che non vi è volontà
di “minaccia” nei confronti
dell’Amministrazione comunale,
nel rivolgersi alla Magistratura del
Lavoro, per far valere i propri diritti,
giova ricordare al Direttore Generale
– scrivono Anna Maria Marra (Cgil)
e Patrizia Catucci (Uil) – che nell’Assemblea
tenutasi il 23 marzo 2018 i
dipendenti comunali hanno liberamente
deciso e dato mandato a Cgil e Uil
Fpl di proporre ricorso al giudice, in
ragione del fatto che il Comune non riusciva
a convincere il Mef, della bontà
delle proprie tesi difensive».

«La produttività – spiegano – è stata
prestata, hanno rivendicato i dipendenti,
i dirigenti hanno positivamente
valutato la performance del personale
relativa agli anni 2016 e 2017, le risorse
del fondo sono state regolarmente accantonate
e vincolate alla produttività,
pertanto secondo il principio gius-lavoristico,
per il quale ad ogni prestazione
corrisponde e deve corrispondere
il compenso, il personale comunale
ha deciso di chiedere al giudice il
riconoscimento del diritto. Del resto, al netto dei bei discorsi, l’attestazione
del Ministero dell’Interno del 2010,
consentirebbe ancora oggi al Sindaco
Melucci, se ne avesse la volontà politica,
di corrispondere la produttività,
sospesa dal 2016 per un eccesso di
prudenza della gestione Stefano, seguendo
l’esempio di Sindaci di altri
comuni, ugualmente attenzionati dal
Mef Fatto è, che con quella attestazione
ministeriale che sbloccava gli aspetti
relativi al personale non dirigente, si
è tentato, con ostinazione, di superare
molti altri rilievi degli Ispettori, compresi
quelli relativi a bilancio, patto
di stabilità e compensi ai dirigenti.


E, tale maldestro tentativo, per niente
compreso dal MEF si è rivelato alla
fine, un grave errore».
«Non si comprende l’attacco, tutto
politico – scrivono ancora Cgil e Uil –
del Direttore Generale nei confronti di
queste organizzazioni sindacali e non
è esatto affermare che Fp/Cgil e Uil/
Fpl remano contro la Giunta Melucci,
visto che ne hanno apprezzato l’azione
amministrativa nei primi mesi della
consiliatura, dandone testimonianza
anche nella lettera aperta consegnata
al Ministro De Vincenti, proprio per
rivendicare la produttività. Purtroppo,
nel tempo tale percorso iniziale fatto
di dialogo e confronto col Sindaco,
non per responsabilità di Fp/Cgil e Uil/
Fpl, si è trasformato inaspettatamente
in indifferenza, distacco e assenza di
Sindaco e Direttore Generale dai tavoli
istituzionali, in favore di incontri bilaterali con una singola organizzazione
sindacale peraltro non firmataria del
Ccnl 2016/2018 e di conseguenza non
legittimata a partecipare alle riunioni
di delegazione trattante».

«Oggi – concludono Marra e Catucci
– il ricorso è quanto mai urgente e
fondato, perché la difesa del Comune
non è stata apprezzata dai funzionari
ministeriali, le controdeduzioni esposte
sono state giudicate ripetitive e
poco significative e non hanno convinto
il Ragioniere Generale che, a quasi
tre anni dall’ispezione, ha ritenuto
di trasmettere il fascicolo “Taranto”
alla Magistratura contabile, alla quale
ha demandato la decisione finale.
Tuttavia, i disagi sui posti di lavoro, il
caos che regna negli Uffici, le singole
vertenze tutte irrisolte e le sofferenze
economiche del personale comunale ci
inducono a rinnovare , con alto senso
di responsabilità, le richieste di avvio
di tavoli negoziali, che il Sindaco e il
Dg disattendono, utili a soddisfare al
meglio le esigenze dei lavoratori e delle
lavoratrici. Quanto alla diligenza del
“buon padre di famiglia” tanto cara
ai giuristi latini, che il DG ha voluto
richiamare, la stessa, sempre che la
si sappia praticare, per le condizioni
in cui versa la macchina comunale,
oggi non è sufficiente a raggiungere
il risultato che mette insieme salario,
diritti e contrattazione».

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